INTRODUZIONE
Indubbio che l’identità di un popolo e la riscoperta del suo senso di
comunità, si realizzano dando corpo ad un’azione di pedagogia civile ampia e
corale, che passa attraverso il recupero dei siti, dei personaggi, degli spazi,
degli accadimenti, lasciati a lungo negletti, e che costituiscono il tessuto
vitale, etico, civile di una città.
Partendo da questa considerazione, dobbiamo rilevare con piacere che questa IV
edizione della Mostra ”Torre del Greco Città d’Arte e d’Artigianato”
assimilando quei concetti, che già ponemmo, al momento del nostro insediamento,
a fondamento della nostra azione programmatica, li ha fatti propri. La semantica
di quei convincimenti che sono fondamenta del nostro pensiero sul divenire della
Città, la ritroviamo in un percorso che tende a recuperare la memoria
storica evitando il pericolo del propagarsi di una diffusa amnesia che rischia
di sbiadire non solo luoghi, personaggi e momenti, ma anche la fiducia nel
futuro, che si nutre della memoria condivisa e partecipata del proprio passato.
Questa edizione, lasciando il percorso di una esposizione a tema libero, si è
imposta una chiave tematica, riproponendo in special modo per le arti
figurative, attraverso una selezione di opere particolarmente significative,
quegli artisti della prima meta del 900 che forse le nuove generazioni ignorano,
ma che costituirono con la loro fioritura artistica un patrimonio estetico, di
idee e di pensiero, contribuendo a quella vivacità culturale che ha fatto di
Torre del Creco fino gli agli inizi degli anni 60 ”un polo di riferimento
della cultura Vesuviana”.
Un indirizzo non occasionale ma frutto di quelle idee che si sono sostanziate
anche in un recupero statico e cromatico di tutte le tele datate, di proprietà
dell’Ente, lasciate da decenni nella più assoluta incuria.
E nell’azione di rivisitazione delle linee di indirizzo della Mostra, la cui
direzione e stata affidata ad un artista di grande qualità qual e Franco
Battiloro, l’espositore propone, come nelle precedenti edizioni, una attenta
selezione delle opere degli artisti- artigiani del presepe che hanno elevato ”una
passione” alla dignità di arte vera e propria, alimentando la magia del
Natale attraverso figurazioni, scenografie, personaggi di rara delicatezza.
Una conferma delle vocazioni della città, che non solo e arte del corallo e del
cammeo, così come la mostra stessa ripropone con una accurata individuazione di
opere, ma anche centro di una elevata sensibilità artistica, che consente a
Torre del Greco di definirsi a pieno titolo ”Città d’Arte e di Artigianato”.
II Sindaco
Avv. Romeo Del Giudice
Abbiamo voluto caratterizzare l’edizione
2000, della mostra ”Torre del Greco Città d’Arte e dell’Artigianato”,
con una impostazione tematica che ci guiderà anche nei prossimi anni, tendente
a riscoprire uomini, opere, manufatti che in qualche modo hanno contribuito a
delineare il profilo umano, civile e culturale della Città.
Un profilo, che negli ultimi decenni, si è andato progressivamente affievolendo
man mano che la Città perdeva le sue più profonde connotazioni economiche e
culturali, quasi smarrita e disattenta non solo verso il futuro, ma incerta e
claudicante anche sul suo passato recente e remoto.
Questa perdita di identità ha, forse inavvertitamente, fatto assumere anche
alle iniziative culturali il sapore di un estremamente effimero. Questa
edizione non a caso, richiama I’attenzione su personaggi che hanno
rappresentato con le loro opere pittoriche o scultoree la vocazione artistica di
una Città, famosa nel mondo avendo fatto assurgere l’incisione del Corallo e
del Cammeo ad autentica arte.
Uomini d’arte, ma prima ancora di cultura, che sono stati puntuali, quanto
silenti riferimenti di una lunghissima stagione, che ha visto Torre del Greco
privilegiato cenacolo di altissima cultura, alimentato anche dalla presenza di
insigni statisti, di uomini di pensiero, di musicisti che nei secoli hanno
scelto questa Città quale loro amato ostello. Una mostra che accende le luci
sul passato, sicura di poter illuminare il futuro.
Avv. Paola Grado
Assessore alle Politiche degli Eventi
Per la mia realtà di torrese e di operatore artistico;
questa manifestazione ha rappresentato, fin dal suo esordio, un momento
significativo ed una vetrina importante per la produzione artistica della nostra
città e, pertanto, ho sempre aderito volentieri alle diverse edizioni
apportando il mio personale contributo.
Quest’anno il mio compito, in qualità di direttore artistico, e risultato piu
delicato e gravoso in quanto I’immagine e I’organizzazione dell’intera
mostra, che vuole essere il fiore all’occhiello di Torre del Creco, mi sono
stati affidati in toto e, non senza preoccupazione, ho avvertito la
responsabilità del mio incarico. Insieme ai miei collaboratori ho voluto, fermo
restando I’impostazione tradizionale dei settori (oreficeria- incisione; arte
presepiale; pittura e scultura), apportare alcune innovazioni volte ad integrare
I’immagine espositiva della mostra che, quest’anno, si impernia sul
raffronto tra passato e presente, tra il filo della memoria e la dinamica
attualità.
Per gentile concessione del locale Istituto d’Arte, infatti, è stato
possibile esporre creazioni di storici maestri incisori torresi: Noto, Mennella,
Palomba, Porzio e Ciaravolo ed, inoltre, pregevoli lavori di oggettistica degli
inizi del Novecento ed opere di oreficeria di grande raffinatezza.
Mi corre l’obbligo, a questo punto, di ringraziare anche i numerosi
collezionisti privati e gli operatori artistici che hanno messo a disposizione
le loro opere per l’allestimento dei vari settori in rassegna. Per ogni
sezione abbiamo utilizzato criteri rigorosamente selettivi e solo opere
qualificate trovano posto nella mostra, pertanto, per ciascuna di esse e stata
curata I’incastonatura nell’esposizione, ricercando il giusto equilibrio tra
i tre settori e, nel contempo, la collocazione più idonea di ciascun ”pezzo”
per valorizzarne le specificità. Altra esigenza profondamente avvertita, che ha
rappresentato un momento fondamentale del nostro lavoro, ha riguardato il
fattivo coinvolgimento dei giovani per i quali sono stati destinati non solo
spazi in rassegna, ma è stata anche fornita l’occasione di contribuire alla
manifestazione con la creazione di un logo, simbolo dell’edizione 2000,
attraverso un concorso bandito fra gli studenti dell’Istituto d’Arte di
Torre del Greco.
II nostro operato, insomma, pur procedendo in varie direzioni, trova infine un’unica
confluenza rappresentata da questa IV edizione che noi speriamo essere autentica
e qualificante immagine non solo del nostro impegno ma, soprattutto, di Torre
del Greco.
Franco Battiloro
UN’INTUIZIONE FELICE CHE SI CONCRETIZZA
Il successo di una manifestazione nasce sempre da un’intuizione
felice che si concretizza attraverso sinergia di risorse, organizzazione e
competenze; se, poi, la manifestazione diventa un appuntamento ricorrente, qual
è la mostra natalizia di Villa del Cardinale, è anche più arduo tenerne alto
il prestigio quando non si faccia riferimento a criteri che ne garantiscano l’identità
ed il rinnovamento. Queste le riflessioni di fondo affermate all’interno degli
incontri preliminari per l’organizzazione della rassegna che, nel
consolidamento di un’immagine già corposa, vuole esprimere valenze sempre
più ampie per la promozione ed il rilancio delle specificità artistico-
culturali del nostro territorio.
In quest’ottica sono state accolte con favore le mie proposte orientate a
tratteggiare in maniera più incisiva fisionomia ed impaginazione della sezione
figurativa, che usufruisce quest’anno di una nuova impostazione, legittimata
da un’inversione di tendenza nell’ambito dell’esposizione patrocinata dal
Comune (a favore della qualità piuttosto che della quantità) e dall’affermazione
di presupposti per una lettura tematica e filologica dell’opera d’arte
creata nella nostra città, affinché possa collocarsi a pieno titolo nel
patrimonio storico collettivo, varcando gli angusti confini dell’isolamento
provinciale.
II filo conduttore della mostra, dunque, non poteva che dipanarsi secondo un
percorso facilmente percorribile dall’utenza restituendo la memoria storica,
sempre più opaca o addirittura sconosciuta alle nuove generazioni, dell’arte
figurativa torrese. In tal senso è emblematico, nella sua proiezione ciclica,
il percorso prefigurato che, focalizzando per quest’anno l’attenzione sul
passato, non intende oscurare gli artisti contemporanei, che saranno proposti
con lo stesso rigore filologico nella successiva edizione del 2001, e ne
dimenticare gli operatori d’arte dell’ultimissima generazione che troveranno
spazio esclusivo nella terza fase del nostro itinerario.
L’attuale esposizione, ripercorrendo un brano della nostra storia attraverso
un’attenta selezione di opere e di artisti, privilegia la rilettura della
generazione a cavallo tra Ottocento e Novecento, particolarmente degli anni che
vanno dal ’10 al ’40 e che videro la fioritura singolare di artisti che
vissero ed operarono nella nostra città. Sono tutti pittori coevi, talvolta
amici, talvolta nemici, che lasciarono testimonianza iconografica suggestiva del
nostro patrimonio emotivo ed estetico.
Nella rassegna sono presenti Mennella, De Corsi, Mazza, Ascione; avremmo voluto
includere a pieno titolo anche Loffredo, Taverna, Sammarco e Speranza, ma ciò,
per motivi tecnici e per difficolta nel reperimento dei materiali, non e stato
realizzabile.
Nel catalogo è possibile ritrovare, attraverso ricostruzioni biografiche e
critiche, valenza e pregnanza dei protagonisti di un momento felice del nostro
passato, e se alcuni pittori usufruiscono di spazio e di cenni biografici e
critici più ricchi rispetto ad altri, ciò è dovuto semplicemente ad una
maggiore disponibilità di materiali e documenti.
La mostra intende, dunque, non solo trasmettere un’emozione storica di una
radice profondamente nostra, ma anche approfondire, attraverso un numero
significativo di opere, evoluzioni, cambiamenti, affinità e divergenze degli
artisti presenti in rassegna con la loro realtà storica e con le istanze
espresse in quel periodo evidenziandone, così, aspetti inediti e inconsueti,
non ancora indagati dalla critica e poco conosciuti dal grande pubblico.
Gigi Madonna