LEONARDO
MAZZA

In una precedente rassegna (1994), a lui dedicata dal Centro d’Arte Mediterranea, l’artista e stato definito cantore di Torre del Greco e in quella sede si è imposto soprattutto come storico illustratore, rappresentando le sue opere un prezioso documento del nostro paesaggio urbano degli anni ’20 - ’30.
La sua e pittura ricercata, colta nel rigore formale e cromatico ma non scevra di ricerca raffinata e di effetti preziosi. Attraverso l’analisi della sua produzione e stato possibile configurare l’evoluzione dell’artista che, negli anni giovanili (che coincidono con l’esperienza dell’Accademia), esprime, nella produzione perlopiù ritrattistica, tempra robusta e vibrante attraverso forme modellate da colori intensi e corposi.
La forza espressiva dei personaggi emerge da pennellate energiche che plasmano come duttile creta tratti e solchi dei visi costruendo fisionomie di forte realismo psicologico dove gli sguardi, talora vacui o fissi, talora profondi o spenti, narrano vicende esistenziali. Le tele di questa fase esprimono ricerca formale priva di compiacimenti retorici di facile effetto, anzi l’emozione e sempre contenuta e dominata da un impianto compositivo rigido e ieratico in cui l’assenza si fa presenza e l’imperturbabilità diventa testimonianza di condizione dolorosa e di sofferta realtà.
In seguito lo attrarrà il fascino dei particolari e degli interni architettonici: la pennellata diventa meno impetuosa ed indugia nella descrizione di cartocci, lesene e marmi colorati. Significativo, per la sua formazione di uomo e di artista, il viaggio intrapreso nel 1908 negli Stati Uniti.
Durante il soggiorno a New York, che dura alcuni anni, Mazza si apre a nuove esperienze pittoriche. E’ possibile ipotizzare, anche se mancano documenti che lo confermino, la conoscenza di Hopper, l’artista che avvolge le strade e le piazze della città in una atmosfera lontana e cristallizzata, dove la sensazione di magico e di irreale nasce dal fermo temporale di ambienti descritti realisticamente.
Infatti soggetti e linguaggio pittorico documentano visione estetica mutata, sicché, successivamente, nel riprodurre gli angoli della sua amata Torre del Greco, Mazza si sofferma ad analizzare superfici e colori; la pennellata si placa, non costruisce ma descrive luoghi e cose con pacata serenità e ci rimanda l’immagine di una amena e tranquilla cittadina dove il flusso della vita quotidiana e scandito non da abbaglianti contrasti, ma da terse luminosità e sapienti prospettive. Straordinaria e semplice e l’organizzazione di spazi: luce e colori non hanno più funzione costruttiva ma complementare, i volumi si schiacciano e si configura la rievocazione, quasi il presentimento del pittore che ciò che immortala sulla tela diventerà memoria visiva e storica.

BIOGRAFIA

1883
lI 10 luglio nasce Leonardo Mazza da Luigi e Maria Balbi.

1893 - 1897
Frequenta la ”Scuola di incisione sul corallo e di arti decorative” con ottimi risultati. Riceve fra I’altro il ”diploma di menzione onorevole per i corsi di disegno e modellazione”.

1898
Consegue il diploma di licenza con ”menzione onorevole per i corsi di disegno e plastica decorativa”.

1900
Attestato di menzione onorevole per il corso superiore di Disegno classe unica di perfezionamento. Si iscrive al Real Istituto di Belle Arti di Napoli, frequentando la seconda sezione, terza classe, esercitandosi nel disegno delle statue e dei bassorilievi classici, disegno archi- tettonico, storia dell’arte e anatomia.

1903
Si iscrive al corso speciale di pittura; gli sono compagni F. Galante, E. Viti, E. Bacioterracina, G. Ricchizzi e A. Colasurdo. IV’ Premio al corso speciale di pittura sezione nudo. Il Premio corso speciale di pittura sezione disegno prospettico ed architettonico. I Premio e medaglia di argento saggio di fine anno. I Premio per il disegno di una testa muliebre.

1904
Ottiene l’abilitazione all’insegnamento di disegno nelle scuole tecniche e riceve i primi in- carichi. Nello stesso periodo stringe una profonda amicizia con F. Galante.

1907
Si Diploma presso il Real Istituto di Belle Arti di Napoli sotto la guida del maestro Vincenzo Volpe.

1908
Viaggia negli Stati Uniti e vi resta per alcuni anni. Visita New York e probabilmente studia le opere di Hopper. II periodo e contraddistinto da una buona vena creativa.

1915 -1918
Durante la Grande Guerra e di stanza ad Alessandria.

1919 - 1920
Ritorna a Torre del Greco riprendendo il suo posto di insegnante che terra fino al 1935, anno della sua pensione. Durante la lunga militanza in qualità di insegnante pubblica un libro sulla prospettiva.

1921
Viene nominato membro effettivo corrispondente dell’Accademia Internazionale di Lettere e Scienze di Napoli.

1924 - 1925
Ritrae le ville e i siti del Miglio d’Oro cogliendone l’essenza e la presenza pittorica. A questo biennio appartengono le opere: Cortile di Villa della Favorita, Villa Campolieto, Ex Hotel Eden.

1926 1944
Evolve il suo gusto pittorico interpretando il paesaggio torrese con delicatezza, riproducendo con grande fedeltà le architetture dell’epoca ed evidenziando doti di fedele cronista. Sono di questo periodo: il Campanile e la Chiesa di S. Croce, Portosalvo, la Villa Castelluccio, la serie delle scuole all’aperto.

1945 - 1946
L’artista si reca a Londra e con la sua pittura continua a indagare il paesaggio con accenti sempre più pacati e descrittivi.

1953
il 17 Luglio si spegne all’età di ottanta anni a Torre del Greco.