Pag. 1 di 4           I GRADONI

          Per non dimenticare 
    e non disconoscere le origini

Il quartiere dei Gradoni
di Carlo Boccia
(per sua gentile concessione)
                 redatto da Vincenzo Polese

Scendendo per le attuali Via Gradoni e Cancelli e Via Gradoni e Canali, al punto dove s’incontrano, c’è un edificio a due piani, con due ingressi, un giardino all’interno e uno spazio antistante; sul lato mare c’è un’area, recintata con un muro, che fino al 1982 era un bellissimo giardino che produceva agrumi, dando un’aria salubre alla zona.
Giuseppa Venturini, un’anziana signora che abitava in quest’edificio e, già al tempo della madre, aveva in affitto il giardino, mi riferì che quel muro di recinzione, come diceva sua madre, fu innalzato in una sola notte.

I quartieri popolari con vecchie architetture spagnole, porte e portelle, terrazze e balaustre, vasetti di garofani e rose. Il cuore del proletariato torrese pre-post bellico. Il pidocchietto con Mammella nei  miraggi hollyoodiani con i vari Ehston, Reves, Scott, Matur,  Baker, Weissmüller; il sentore acre e soffuso delle fatiscenze,  carnacotta e fichi d'india, Feola l'Acquaiola, in una Torre del Greco agro-dolce di un folklore ed una cultura proletari quasi autarchici, a tratti fuori dalla storia, pur se dipanati da canoni ancora imbevuti di viceregno e, talvolta, di logiche lazzaroniche;  una Torre del Greco, tuttavia,  incancrenita da eruzioni, dopoguerre, e suggestioni mistiche, in un contesto lirico epocale destinato a soggiacere per estinguersi sotto le sgherre pressioni di una involuzione etica, un edonismo devastante, un pragmatismo ed un meccanicismo fuori d'ogni misura d'uomo.                        Luigi Mari

Via che mena a S. Croce

1978

Il tratto di strada che collega le due vie si chiama Traversa Gradoni Canali e Cancelli, ed è uno degli angoli più antichi di Torre del Greco.
L’edificio, di cui sopra, siede sui resti del Chiostro della Chiesa di S. Maria dell’Ospedale (1457), detto, poi, Conservatorio dell’Immacolata Concezione dal 1685 e Orfanotrofio della SS. Trinità dal 1706.
Il Chiostro era costruito sulla linea di costa e affacciava sul mare. Possiamo averne un’idea, di com’era, visitando, a Sant’Agnello (Sorrento), il ristorante Cocumella che è un antico convento con la chiesa sul lato, i giardini e il chiostro, e che affaccia sul golfo.
"S. Maria dell’Ospedale, fondata in epoca remota, forse prima dell’anno mille, aveva il suo prospetto rivolto al Castello, e benché piuttosto piccoletta in confronto di quelle che oggi siamo soliti osservare, nondimeno era ben regolata con atrio e grade davanti.
Chi ora è abituato a considerare la nostra Piazza S. Croce come il punto più centrale per essere luogo di convegno ed affollamento. 

Deve trasportare tutto ciò davanti alla Chiesa di S. Maria dell’Ospedale, se vuole avere un’idea di come si presentava Torre del Greco nel 1400.
Certamente fu essa uno dei primi edifici, dopo il Castello, che sorse nella Villa e dalla sua importanza ne venne quel raggruppamento di case: tutte all’intorno, a debita distanza, nell’ìstessa simmetria." (…)
Dietro la Chiesa, tra gli altri compresi venuti man mano, uno se ne distingueva col titolo di Camerone, … sorto da principio per ricovero di ammalati o indigenti (…). Nel 1612 il Chierico D. Marco Antonio Perrone …poscia...Rettore del Seminario di Napoli, tennevi scuola pubblica per insegnare grammatica e numeri. Dopo il 1631 si adibì a Conservatorio di ragazze (…). Quando fu lasciato dalle suore, il romito Fra Giuseppe de Cosmo lo chiese agli Eletti ed ottenutolo nel 1706 vi collocò le orfanelle di Torre, alle quali procurava il cibo accattandolo di porta in porta (…).