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Davanti a S. Maria dell’Ospedale
sorse dal 1545 la Casa del Pane,
chiamata poi Dogana della Farina.
Qui venivano i messi dei paesi limitrofi per conoscere i prezzi
delle derrate…, la Dogana della Farina
passò sul largo della Ripa,
dove ora è il ritiro dell’Addolorata. (da: "Origini e
vicende della parrocchiale chiesa dal titolo Invenzione della
Croce in Torre del Greco" del sac. Vincenzo Di Donna –1927-
pag. 4 e 5).
Con la terribile eruzione del 16 dicembre 1631, il lido si elevò,
mettendo all’asciutto una vasta fascia di terra: nacque la zona
"Abbasc a Mmare".
Il chiostro, il convento e la chiesa vennero così a trovarsi
lontano dalla costa.
L’insieme rimase intatto fino al 15 giugno 1794, quando un’altra
terribile eruzione invase Torre del Greco e distrusse il centro
della città, seppellendo, tra l’altro, la chiesa, il convento e
parte del chiostro, che restano ancora sepolti, a valle di Via
Beato Vincenzo Romano, tra Via Gradoni
e Cancelli e Via Gradoni
e Canali. Si possono ancora vedere alla Traversa
Gradoni e Cancelli,
alle spalle dell’ex cinema Vittoria, resti del convento: alcune
celle, delle volte e dei pilastri; si può anche camminare sull’antico
terrazzo.
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Il convento accoglieva i viandanti che si recavano in
pellegrinaggio nei vari santuari o luoghi sacri dei dintorni e chi
si recava a Roma, venendo da sud, ed era luogo di riunioni del
parlamento dell’Università di Torre del Greco.
Due fatti importanti, in epoche diverse, coinvolgono questo
convento.
Essendo S. Maria dell’Ospedale la chiesa più importante di
Torre del Greco e affacciava sulla Via
Delle Calabrie, il giorno 18 novembre del 1458
vi fu consacrato Arcivescovo di Napoli, Oliviero Carafa, figlio di
Francesco primo capitano di Torre del Greco, e ricordato, anche,
come colui che fece portare da Montevergine a Napoli le spoglie di
San Gennaro; il 4 agosto del 1699, nell’atrio, fu redatto
dal cancelliere dell’Università di Torre del Greco, dott.
Santolo Falanga, il verbale della concessione feudale con le
decisioni del pubblico parlamento (da "Il riscatto" di
De Gaetano pag. 83). Si chiudeva così il lungo cammino del
"riscatto" che, sempre nell’atrio del convento, aveva
visto, tra l’altro, il Parlamento dell’Università di Torre
del Greco chiedere nella seduta del 6.7.1698 la prelazione del
demanio ed in quella del 22.10.1698 la reintegra di Torre del
Greco al regio demanio.
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