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Foto del 1990

Resti del Chiostro doi S. Maria dell'ospedale

 Via Gradoni e Cancelli  1400 circa 

Questo complesso è stato molto trasformato dall’eruzione del 15 giugno 1794, infatti, l’invasione della lava eruttiva del Vesuvio lo ha semisommerso facendo così trovare il secondo piano a livello dell’attuale piano stradale, lasciando case e corridoi sotterrati.

Dai documenti del Catasto risulta che l’area della proprietà Mazza (i Papote) fu comprata dall’Orfanotrofio della SS. Trinità, quindi il cinema Iris e le proprietà dei dintorni sono costruiti esattamente sopra il convento, la chiesa e il chiostro. Ricordiamo che nel palazzo attiguo al cinema Iris, di proprietà dei Mazza, abitavano Leone Mazza (ron Llione), che impiantò la prima sala cinematografica a Torre (da: Itinerari Torresi, pag. 406 di R. Raimondo), e il poeta Giovanni Mazza cui è dedicata la scuola elementare in Via Vittorio Veneto.

Dopo l’eruzione del 1794, tornata la calma, la vita cittadina riprese il suo ritmo. I proprietari, vecchi e nuovi, nell’azione di recupero della zona e dei muri affioranti o risparmiati dalla lava, dovettero sfondare volte, piani e muri lavici, mettendo così in luce, in varie parti, locali sommersi o suppellettili di varia natura.

Per chi, oggi, entra nell’ampio cortile da Via che mena a S. Croce, c’è una porticina sulla destra, vicino al primo portone, attraverso la quale si può scendere sotto il livello stradale; si possono vedere alcune volte, una stanza grande con un focolare, nella quale adesso c’è un muro e un pilastro per rinforzare i piani superiori, e una stanza piccola con un’arcata; mi disse un abitante della zona, che aveva lì un deposito, che sulla destra della stanza grande ci sarebbero ancora altri ambienti e locali.

Questi sotterranei furono utili nella seconda guerra mondiale agli abitanti della zona, che vi si rifugiavano al suono d’allarme delle sirene che annunciavano l’arrivo di aerei che sganciavano bombe sulla città: " L’ apparecchio americano vott i bomb e se ne va ", diceva un vecchio ritornello.
Qui, il giorno di Pasqua del 1943, aerei americani, intercettati dalla contraerea tedesca, si liberarono delle bombe; un ordigno bellico colpì e distrusse un palazzo a pochi metri di distanza facendo molte vittime. Il palazzo distrutto, ricostruito, ospita, attualmente, tra l’altro, il Comando dei Vigili Urbani. Un’altra bomba cadde in Vico Menarca, dove fu ferita la signora Boccia Maria (oggi residente a Formia) e il marito Liberti Alfonso rimase illeso: erano sposati da una settimana, sono ancora evidenti le ferite alla fronte.
Ancora oggi qualche anziano che passa per Traversa Gradoni Canali e Cancelli, vedendo la porticina aperta, si affaccia e dice "Uh! Il ricovero dove mia madre mi portava quando buttavano le bombe!".
In quest’edificio dall’aria misteriosa e spettrale, aleggia ancora la figura del "Munaciello" e nelle sere d’inverno, quando ulula il vento di tramontana, s’intravedono strane ombre insieme a strani rumori e sibili, forse sono scherzi del vento e della luce opaca! E chi ci abita, forse, lo sa! Ecco perché i ragazzi, quando tornano a casa, la sera, prima di salire le scale, chiamano le madri, e poi, per farsi coraggio, fischiando e cantando, salgono.
Nel periodo che va dalla fine degli anni Quaranta a quella degli anni Settanta, la Via Gradoni e Cancelli ha visto il suo massimo splendore nel via vai dei ragazzi e giovanotti che andavano ad assistere agli spettacoli cinematografici dei cinema Vittoria (Pidocchietto) ed Iris con sala, galleria e tetto apribile in estate.