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Che bella pretesa

Aiutati che Iddio ti aiuta! Opinioni distorte su medici e stregoni 

La vicenda inizia con una malore notturno del protagonista Fulmine. Si dà molto rilievo alla sintomatologia più scenografica, piuttosto che alla diagnosi, riservata al professionista. La crisi parossistica d'ansia o attacco di panico che sia è verosimilmente interpretata dall'attore di fortuna che ricorda tanto il Franco Citti pasoliniano vecchia maniera di "Accattone".
Nomi e costumi hanno una impronta esotica ed esoterica con riferimento fantastico alla magia tradizionale planetaria, comunque di stampo occidentale, che purtroppo sfora ogni barriera di intelligenza, istruzione, acume. Da secoli l'uomo annaspa sotto il giogo del mistero sfuggendo le risposte scientifiche, tanto da far dire ad una mente lucida come Michel Foucault:
"Mai la psicologia potrà dire sulla follia la verità, perché è la follia che detiene la verità sulla psicologia". Senza tener conto dei progressi della scienza e dell'evoluzione dei metodi curativi non solo farmacologici. La diffidenza, paradossalmente, non è generalmente indirizzata ai ciarlatani maghi e stregoni ma gratuitamente ai medici che devono sentirsi dire, ad esempio, da un Karl Kraus "La differenza tra gli psichiatri e gli altri psicopatici è un po' come il rapporto tra follia
convessa e follia concava". O, ancora, come dice Samuel Goldwyn  "Un uomo che va dallo

psicanalista dovrebbe farsi curare il cervello".
Ma al di là delle battute, dei detti e contraddetti c'è una verità inconfutabile: I disturbi nervosi
vanno irreversibilmente curati dalla scienza con le sue sperimentazioni. L'organismo animale è anche una macchina chimica elettrica, se essa si guasta può essere adeguatamente riparata senza rischi quali quelli, invece,  causati da maghi e streghe, quasi sempre ipocriti e ciarlatani; e quelli che non sono sfacciatamente tali certamente non hanno nessun potere, tranne quello labile e caduco della suggestione.
L'anima? Già, c'è pure quella. Ma certo non si cura con i tarocchi, pendolini e intrugli vari; e qualcuno, come Pablo Picasso, dice che nemmeno gli psicologi possono guarire l'anima
"perché essi sono nemici dell'arte e della religione", ma generalizza troppo.
Allora rivolgiamoci alla scienza per il corpo e a Dio per l'anima, non certo ai maghi e alle streghe! Tutt'al più ci rivolgeremo anche al Dio che è dentro di noi, cioè la potenziale forza d'amare che è in tutti. Solo l'amore lascerà in pace noi stessi e, contestualmente, lasceremo in pace gli altri, senza avere più il bisogno infermo né di comandare né di obbedire. 
                                                              Luigi Mari


Fulmine avverte un malessere insostenibile


In piena notte avverte la sensazione di soccombere


Disperato telefona ad un amico fidato


L'amico è scosso e lo tanquillizza dicendo di aspettarlo


Fulmine affonda sempre più nelle sabbie mobili


Pensa di non farcela, è convinto di morire