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L’11.9.2000, partito da Torre del
Greco con Andrea, arrivammo a Palinuro al villaggio "Baia del
Silenzio" e dopo la sistemazione dei bagagli in camera, assistemmo
al sorteggio delle squadre dei due gironi e alla stesura del calendario
del torneo, nella sala convegni del villaggio. Girone A: Livorno,
Salerno 3, Napoli C e Napoli A; girone B: Roma A, Martina Franca, Napoli
B, Roma F Ladispoli. La nostra squadra, con il nome di Napoli C, era
formata dai raggruppamenti dei distretti di Torre del Greco, Napoli 5,
Santa Maria Capua Vetere Caserta 2, Benevento 1 e Cercola Napoli 4 ed
aveva un potenziale sportivo, tra utenti ed operatori, di quindici
giocatori. Dopo l’organizzazione del torneo partecipammo piacevolmente
al cocktail di benvenuto, alla cena buffet e al sorteggio di premi
gentilmente offerti dal signor Della Valle, proprietario del villaggio.
La giornata tipo era impegnata al mattino con incontri di calcetto; nel
dopo pranzo, riposo o spiaggia; nel pomeriggio, dalle 16 alle 20, si
giocava a beach-volley, ci si allenava al calcio, si partecipava a
escursioni organizzate o si passeggiava. Nel dopo cena eravamo impegnati
in tante distrazioni quali: animazione, sala giochi, serata musicale,
discoteca e passeggiate al centro del paese.
Mi piace dichiarare con estrema convinzione che, in questa memorabile
settimana, sia gli utenti che gli operatori si sono sentiti molto più
calmi e rilassati, trovandosi in un ambiente così tranquillo e
salutare, ricco di vegetazione, lontano da smog e rumori cittadini,
tanto da poter conciliare un miglior ritmo sonno-veglia e un pronto
risveglio mattutino. Noi tutti abbiamo vissuto delle belle giornate,
tanto da avere la sensazione che il tempo sia volato via velocemente.. A
metà settimana ci siamo cimentati in una escursione : " la
lamparata", una gita in battello a motore per l’osservazione di
una paranza in pesca e approdo in una spiaggietta per degustare i
prodotti locali e il pescato. Tale esperienza ha donato gioia,
interesse, curiosità, sorpresa e allegria in tutti, facendo sì da
allacciare un rapporto ancora più amichevole tra operatori ed utenti e
in particolare ha offerto a questi ultimi la possibilità d’integrarsi
e di non sentirsi "emarginati", anzi partecipi ad un’avventura
ricca di entusiasmo unanime.
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Momento di
straordinaria soddi- sfazione e gioia è stata la vittoria della nostra
squadra, alla finale del torneo nazionale, contro la Roma A. Questo
team, che l’anno scorso si è classificato al secondo posto, anche
quest’anno ha mostrato la sua bravura. E’ una squadra molto forte,
sia fisicamente, che tatticamente, tanto è vero che nel primo tempo
della finalissima, rifila due goal alla nostra squadra, andando in
vantaggio meritatamente.

Nel secondo tempo però le cose cambiano: rimboccate le maniche,
raccolte con passione le nostre energie, una doppietta del grande Andrea
ci fa pareggiare, riaprendo la partita e ci fa sognare la vittoria, che
sopraggiunse a dieci minuti dalla fine. La Roma combatte strenuamente,
cercando almeno il pareggio, ma i nostri sei eroi resistono ai continui
attacchi sino alla fine. E’ stata davvero una bella partita, nella
quale il " cuore" è stato il fattore determinante, il settimo
giocatore in campo, l’uomo in più. Allo scoccare dell’ultimo
secondo il fischio dell’arbitro ci proclama vincitori, è un grande
momento di gioia e di allegria, entusiasmo e sorpresa; chi l’avrebbe
mai immaginato? Nel pomeriggio c’è stata la cerimonia di premiazione
con l’intervento del sindaco, dell’assessore alle attività sportive
e dei dirigenti dell’ASL Sa/3. Il momento più bello è stato la
consegna delle coppe, con le relative medaglie ad ogni atleta, seguito
da canti di gioia, inni da ultras e foto ricordo. Il ritorno a casa, il
giorno dopo la premiazione, ha lasciato in noi un piacevole ricordo dei
giorni trascorsi insieme e la piena consapevolezza di aver fatto anche
qualcosa di utile e d’importante sia per gli utenti , che per noi
operatori.
Lo sport in generale e il calcetto in particolare sono dei validi
strumenti operativi per la riabilitazione psicosociale e l’aggregazione
socioculturale. Tali discipline sportive insegnano il rispetto dell’avversario,
l’osservanza delle regole di gioco, migliorano la coordinazione
motoria, temprano il fisico, fortificano lo spirito ed appassionano gli
animi. Lo sforzo fisico finalizzato ad un obiettivo comune, quale la
vittoria, aiuta a farci crescere dentro, ad avere maggiore fiducia in se
stessi e a migliorarsi progressivamente.
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Riabilitazione...
"Sveglia!"
Carissimi
responsabili della riabilitazione del CSM ed SPDC, conoscendo il loro
elevato senso professionale, la loro sensibilità umana e sociale, le
loro eccezionali capacità organizzative, nonché l’apprezzato impegno
profuso per anni in questo servizio territoriale, mi auguro di vedere
finalmente attuato un programma riabilitativo per operatori ed utenti,
in modo da evidenziare e perfezionare le loro doti (pregresse) sportive,
artistiche, culturali ecc.
Sono certo che questa iniziativa, se avviata ed attuata in tempi brevi,
avrà ricadute positive sul tessuto sociale del CSM restituendogli
quella dignità e quel prestigio, talvolta criticato ingiustamente, e a
porci con pari dignità al contesto dei Servizi più evoluti del
territorio e del Paese, in modo di rinverdire le grandi capacità
professionali, culturali e civili degli operatori "tutti".

Attivando sollecitamente le procedure necessarie all’istituzione di
detto programma, in modo da consentire un progresso culturale, morale,
sociale e perché no anche economico, creando così una svolta
significativa nella strada adducente alla riaffermazione e alla
giustizia della dignità umana.
La presente è solo un mio modesto pensiero e non ha la presunzione, né
l’interesse di essere considerata "la chiave del rebus", che
purtroppo sussiste e persiste, nel nostro Servizio.
La scrivo sperando di stimolare positivamente chi al momento è sopito
nel corpo e nello spirito.
Confidando nel loro fattivo e concreto operato, fiducioso per un sicuro
"progresso".
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