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Per questo furono
costruiti gli Ospedali Psichiatrici, per creare dei luoghi chiusi dove i
malati di mente vivessero lontani da tutti, vivessero con la loro
follia, senza spaventare più nessuno.

E poiché molti anni fa
non esistevano farmaci adatti a curare le malattie mentali, i medici
erano costretti ad usare sistemi improvvisati di cura. Se i pazienti
erano agitati si legavano sui letti o si facevano delle docce fredde, e,
se non si calmavano, si chiudevano da soli in piccole stanze, anche per
molti giorni

Allora si pensò che la
soluzione fosse di aiutarli a vivere tra la gente, piuttosto che tenerli
isolati e lontani da tutti.

Ma questo non basta, ci
vuole l’aiuto di tutti. Se vogliamo aiutarli, dobbiamo sforzarci di
capirli, quando sono strani e bizzarri, vestiti male o a volte un poco
invadenti. E quando siamo in difficoltà, possiamo chiedere aiuto a chi
li capisce meglio, al personale psichiatrico, ed evitare di isolarli o
prenderli in giro.

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I Manicomi, per evitare le fughe, erano
dotati di mura altissime, con spaziosi giardini, ma con grossi cancelli
chiusi a chiave
Finalmente a qualcuno venne in mente che
si poteva anche provare a convincere il pazzo a cambiare i suoi
comportamenti e che tenerli sempre chiusi faceva aumentare la loro
follia. Così si fecero i primi tentativi di aprire gli ospedali e di
lasciare più libertà ai malati. E un passo avanti fu fatto, quando i
medici cominciarono a pensare che il cervello poteva essere curato, come
un qualsiasi organo del nostro corpo.

Questo uscire tra la gente, fu più
facile quando furono scoperte medicine calmanti, che aiutavano i malati
troppo spaventati ad avere meno paura.

Bisogna anche sapere che la maggioranza
di essi riesce a lavorare ed a stare in compagnia, anche se ha bisogno
di prendere le medicine e che, quando è in difficoltà, può recarsi
nell’ambulatorio dei medici specialisti che lo aiuteranno a risolvere
i suoi problemi.

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Siccome la malattia mentale si manifesta con
comportamenti strani, che sono diversi da quelli della maggior parte
della gente, succede che i folli sono sempre stati identificati come
persone cattive, non come ammalati.
Ed un altro passo avanti fu fatto quando si capì che il problema più
grande, per i malati di mente, fosse nella difficoltà a stare in mezzo
alla gente, a comunicare con gli altri.
Ma per stare tra la gente non dovevano
essere chiusi nei manicomi, bensì in case normali, dove i malati
andassero ad abitare in piccoli gruppi, come delle vere famiglie e che
riprendessero le abitudini della gente comune, aiutati in questo dai
medici e dagli infermieri.

E quando u-scirono dai manicomi, si scoprì che molti sintomi non
esiste-vano ed erano solo il risultato dell’essere stati chiusi per
troppo tempo.
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