Pag. 16  N. 1 
Aprile 2001

 

C'era una volta il manicomio

Per questo furono costruiti gli Ospedali Psichiatrici, per creare dei luoghi chiusi dove i malati di mente vivessero lontani da tutti, vivessero con la loro follia, senza spaventare più nessuno.


E poiché molti anni fa non esistevano farmaci adatti a curare le malattie mentali, i medici erano costretti ad usare sistemi improvvisati di cura. Se i pazienti erano agitati si legavano sui letti o si facevano delle docce fredde, e, se non si calmavano, si chiudevano da soli in piccole stanze, anche per molti giorni


 

Allora si pensò che la soluzione fosse di aiutarli a vivere tra la gente, piuttosto che tenerli isolati e lontani da tutti.



Ma questo non basta, ci vuole l’aiuto di tutti. Se vogliamo aiutarli, dobbiamo sforzarci di capirli, quando sono strani e bizzarri, vestiti male o a volte un poco invadenti. E quando siamo in difficoltà, possiamo chiedere aiuto a chi li capisce meglio, al personale psichiatrico, ed evitare di isolarli o prenderli in giro.


 

I Manicomi, per evitare le fughe, erano dotati di mura altissime, con spaziosi giardini, ma con grossi cancelli chiusi a chiave

Finalmente a qualcuno venne in mente che si poteva anche provare a convincere il pazzo a cambiare i suoi comportamenti e che tenerli sempre chiusi faceva aumentare la loro follia. Così si fecero i primi tentativi di aprire gli ospedali e di lasciare più libertà ai malati. E un passo avanti fu fatto, quando i medici cominciarono a pensare che il cervello poteva essere curato, come un qualsiasi organo del nostro corpo.

Questo uscire tra la gente, fu più facile quando furono scoperte medicine calmanti, che aiutavano i malati troppo spaventati ad avere meno paura.

Bisogna anche sapere che la maggioranza di essi riesce a lavorare ed a stare in compagnia, anche se ha bisogno di prendere le medicine e che, quando è in difficoltà, può recarsi nell’ambulatorio dei medici specialisti che lo aiuteranno a risolvere i suoi problemi.

Siccome la malattia mentale si manifesta con comportamenti strani, che sono diversi da quelli della maggior parte della gente, succede che i folli sono sempre stati identificati come persone cattive, non come ammalati.
Ed un altro passo avanti fu fatto quando si capì che il problema più grande, per i malati di mente, fosse nella difficoltà a stare in mezzo alla gente, a comunicare con gli altri.

Ma per stare tra la gente non dovevano essere chiusi nei manicomi, bensì in case normali, dove i malati andassero ad abitare in piccoli gruppi, come delle vere famiglie e che riprendessero le abitudini della gente comune, aiutati in questo dai medici e dagli infermieri.


E quando u-scirono dai manicomi, si scoprì che molti sintomi non esiste-vano ed erano solo il risultato dell’essere stati chiusi per troppo tempo.