|

La
medicina naturale, l’uomo la
pratica dai tempi più remoti. In
fatti, gli uomini primitivi, facevano della medicina naturale, quando
evitavano di mangiare, se erano afflitti da disturbi e malesseri, o
anche quando per alleggerire il dolore rilassavano i muscoli con getti
di acqua fredda o si immergevano in acque termali e, inoltre, agivano
secondo i criteri della medicina naturale coloro che per calmare l’ansia
e l’agitazione ricorrevano al rilassamento ed alla meditazione.
Così, praticare la medicina naturale, significa favorire o creare le
condizioni che possano consentire al corpo di guarire se stesso,
rafforzando la sua capacità di autoguarigione.
I primi medici hanno sviluppato "un’arte terapeutica" che
poneva l’uomo come parte integrante della natura e dell’universo, e
in cui la salute era considerata dipendente dal mantenimento dell’armonia
con l’ambiente circostante. Essi sapevano che i mezzi atti alla
conservazione della salute sono presenti nell’aria, nella luce, nell’acqua,
negli alimenti, nel moto, nel riposo ossia nei bisogni fondamentali alla
vita stessa. La scienza medica è nata quando l’uomo ha scoperto che
questi stessi mezzi potevano essere usati per aiutare il corpo a
liberarsi dalle malattie.
|
La visione
globale, che considerava l’uomo un continuum con la natura, decadde
progressivamente e solo in
alcuni sistemi orientali prevale tuttora la visione globale dell’uomo.
In occidente il compito di riportare in vita i principi delle terapie
olistiche naturali è stato assunto dagli omeopati e dagli erboristi del
XIX e XX secolo.
La medicina naturale, attualmente, ha riscoperto "l’arte
medica" andata perduta. Essa applica i principi delle medicine
tradizionali e di discipline naturali e bioenergetiche che hanno lo
scopo di promuovere la salute e il benessere dell’individuo e della
collettività attraverso l’utilizzo di metodiche olistiche aggiornate
e non invasive. Quindi l’utilizzo di tali metodiche, non
mira strettamente alla cura delle malattie ma si propone di instaurare l’equilibrio
bioenergetico degli individui, aiutando così a prevenire l’insorgere
delle malattie e contribuendo allo sviluppo delle capacità individuali.
In medicina naturale si fa ricorso all’analisi del terreno
costituzionale da effettuare attraverso l’osservazione, il rilevamento
delle manifestazioni psicofisiche e delle predisposizioni agli squilibri
bioenergetici ed alle malattie, nonché si valuta la sintomatologia
relativa a squilibri e malattie già esistenti. Per la medicina naturale
è importante l’educazione e l’apprendimento di alcune discipline
come l’alimentazione e l’esercizio fisico ma anche la gestione delle
risorse psico-emozionali e lo stile di vita.
Il concetto di vitalismo e di forza vitale, è alla base di tutte le
terapie naturali. Esso vuol significare che la capacità di debellare le
malattie è direttamente proporzionale alla capacità funzionale dell’organismo.
Un corpo che possiede una "forte" energia vitale mostra
maggiore difficoltà ad ammalarsi, o quanto meno, ha la capacità di
autorisanarsi
|
quando si
ammala. Inoltre, in medicina naturale, la comparsa della malattia è
considerata un segno della risposta vitale dell’organismo e non
semplicemente l’esito di un’infezione causata da microrganismi
(batteri o virus patogeni) o da azioni lesive di altri agenti esterni.
Per attivare e potenziare i meccanismi di autorisanamento, che hanno la
capacità di riportare il corpo alle condizioni di equilibrio, e quindi
anche allo stato di salute, la medicina naturale utilizza stimoli
fisici, chimici e biologici, cioè gli agenti da cui dipende la vita
allo stato naturale, la respirazione, l’acqua, la luce solare, il
rilassamento, il moto, il regime dietetico. Molti medici utilizzano
anche altri supporti terapeutici, come rimedi a base di erbe o rimedi
omeopatici, uso degli aghi nei punti di agopuntura, massaggi e
manipolazioni.
Le tecniche sono comunque prescritte tenendo conto dell’individuo
nella sua globalità e sono rivolte al potenziamento delle difese del
corpo.
|