Anno II
Aprile 2002 
n. 4

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Giochi di bambini
(cm 118 x 161) – Vienna Kunsthistorisches Museum, Pieter Bruegel 1560. Quello che colpisce in quest’opera è  il gran numero di persone  intente in turbinio di giochi e d’azioni, messo in risalto dalla staticità geometrica dei palazzi e dalla visuale prospettica. In un quadro come questo, Bruegel non aveva certamente  il solo scopo di far sorridere lo spettatore; forse quest’opera doveva far parte di una vasta seria intesa ad illustrare le diverse età dell’uomo. 

Ma 
quanto
risparmieremmo?

di Walter di Munzio


Periodico a distribuzione gratuita
per l’integrazione socio-sanitaria
e la riabilitazione psico-sociale a cura del Dipartimento di Salute Mentale
dell’ASL NA 5
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numero 953 del 18 luglio 1996
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Si racconta ancora di una esercitazione di matematica sottoposta agli esami di quinta elementare durante il fascismo in cui si chiedeva di calcolare – dato il costo per il sostentamento di un malato mentale in manicomio (allora erano le uniche strutture di assistenza psichiatrica esistenti) e considerato il numero totale di ospiti in quelle strutture – quanto avrebbe risparmiato il governo chiudendo i manicomi e quante armi si sarebbero potute comprare con quelle risorse per sostenere l’imminente conflitto (erano gli anni che precedevano la seconda guerra mondiale).
E’ chiaro che a nessuno sfiorava la consapevolezza della mostruosità del quesito. Quegli ammalati si sarebbero dovuti sistemare altrove o sopprimere chiudendo i manicomi.

Questo atteggiamento, tipico di quegli anni è ancora oggi duro a morire.

Pochi pensano al destino dei malati mentali quando decidono che bisogna “risparmiare”. E allora i primi a pagare sono i più deboli,

quelli meno competitivi e che non sanno difendersi.

E allora scompaiono i fondi da investire per loro da parte dei Comuni, degli Enti pubblici e privati. E allora i servizi costano “troppo” e non si possono più sostenere. E rimaniamo da soli, come servizi pubblici, a sostenere il peso dell’assistenza.

Finché un legislatore disattento non pensi, un giorno, che in fondo si potrebbe risparmiare ancora aprendo residenze con cinquanta e più ospiti.

Fingendo di non accorgersi che somiglierebbero tanto a quei manicomi chiusi solo qualche anno prima.

E quello che succede in questi giorni in Parlamento, in cui una sciagurata proposta di riforma sta decidendo come e in che misura modificare la legge sulla psichiatria.
Quando ci chiederanno ancora quanto si potrebbe risparmiare chiudendoli nuovamente?