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TEMPORANEI
ACCESSI DI RAGIONE
IL
GOLFO INQUINATO di Vincenzo Riccio |
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Il golfo di Napoli,
come sappiamo è da tempo in stato di degrado, di abbandono ed ha un
forte inquinamento delle acque.
Una delle principali cause è il Sarno, il fiume più inquinato
d’Italia, infatti, esso immette nel mare tutti i rifiuti delle
concerie della zona.
Oltre a questo fiume i subacquei della Lega Pesca hanno portato alla
luce tonnellate di rifiuti dal fondo del mare: copertoni, bottiglie
di plastica, di vetro, motorini, pezzi d’auto, bombole del gas,
fusti per l’olio, ecc…
Questo degrado, in fondo al mare, ha recato danno alla flora e
principalmente alla fauna. Infatti, alcuni pescatori si lamentano
della scarsa pesca e i pesci che sono presi sono in maggior parte
piccoli, perché non riescono a crescere, morendo prima per
avvelenamento.
Ambientalisti e pescatori si sono uniti a centinaia di subacquei e
si sono immersi per riportare in superficie i rifiuti più
ingombranti e inquinanti. I pescherecci sono usciti dal porto per
farvi ritorno con un bel carico di rifiuti.
Il degrado e il decadimento dei porti marittimi trasformano
quest’ultimi nell’ennesima occasione per |
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speculazioni a molti zeri, ai danni delle
casse dello Stato, con una vera e propria aggressione al nostro
patrimonio naturale.
Nascono porti e porticcioli ovunque sulla costa, in barba ai
divieti, dando una brutta visione ambientale e culturale.Ci
sono specifici progetti che potrebbero migliorare l’esigenze
portuali, ma purtroppo si perdono nei meandri delle autorizzazioni e
quei pochi che passano l’iter burocratico diventano cantieri
eternamente aperti. Inoltre, i porti sono danneggiati anche
dall’abusivismo del cemento; solo in Campania, nel 2001, sono
stati accertati circa 416 infrazioni per |
costruzioni abusive, dati questi mostrati da
“Mare Monstrum 2001”, dossier di Legambiente.
I Gestori degli arenili fanno il possibile, per tenere puliti i lidi
e le acque. C’è chi pulisce la spiaggia con i trattori anche due
volte al giorno, mescolando l’arenile e togliendo le alghe
dalle acque con le reti, ma nonostante ciò l’inciviltà di alcuni
bagnanti è tale da contribuire notevolmente al degrado ambientale.
Mi auguro che questi possano innamorarsi della nostra splendida
costa e cambiare così i loro comportamenti nocivi, rispettando la
natura, come in tutti i paesi civili. |
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Lungomare
torrese di Sabatino
Falanga
Litoranea e Vesuvio: una
miniera mal sfruttata
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Nei primi anni ’70 fino agli anni ’80, il nostro lungomare era meta
ambita del turismo locale, partenopeo ed anche di quello del Italia
settentrionale, per non parlare dell’affluenza di tedeschi ed
americani, infatti, sul lungomare sorgevano hotel come l’Holyday e
lo Scobel strutture con più di 100 camere cadauno e si affittavano
circa 200 appartamenti per i mesi estivi.
Dopo il terremoto del 1980 gli alberghi furono dati in alloggio ai
terremotati, che ci sono rimasti per alcuni anni e molto più del
previsto. Alla fine della vicenda, invece di riadattare gli alberghi
come erano prima ne hanno fatto appartamenti venduti e dati in
affitto.
Il nostro amato litorale ha dei seri problemi ecologici quali:
l’inquinamento dell’acqua, dei fondali e dell’arenile, con
riduzione dello stesso di almeno due terzi.
Per farlo risorgere ci vorrebbero degli interventi di una
certa entità economica. Bisognerebbe partire dall’inquinamento,
allargare gli arenili, la strada, costruire parcheggi agevoli,
creare attrazioni, costruire e rimodernare strutture balneari al
passo con i tempi. |
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Dove ci si può trovare di tutto: piscine, vasche con
idromassaggio, campi da tennis, e potremmo inoltre sfruttare la
sabbia lavica per fornire un servizio curativo ed estetico.
L’amministrazione comunale dei lavori edili sul lungomare li ha
eseguiti; ha fatto abbattere le baracche che si affacciavano sul
mare e occupavano la passeggiata, ha pensato bene di pavimentarla ed
adornarla con delle aiuole fiorite. Poco, ma se almeno fosse tenuto
in buono stato.., invece in men che non si dica le aiuole sono
state |
distrutte, come il resto dello arredamento urbano. Penso che
sia stato un intervento in buona fede, ma debole e con poca
convinzione per quello che potrebbe offrire il nostro lungomare.
Impegnandosi per la valorizzazione dello stesso il comune potrebbe
fornire ulteriori posti di lavoro per i giovani e favorire lo
sviluppo del turismo.
A Rimini e a Riccione hanno trasformato del piombo in oro, noi
dovremmo solo cercare di lucidarlo un po’ perché il nostro è già
oro puro. |
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