Anno II
Luglio-settembre 2002 
n. 7-9

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TEMPORANEI ACCESSI DI RAGIONE
         Il tempo passato
                     
Sintetiche riflessioni su periodi storici
di Lucio Bonelli

Paura
Bin Laden

Breve sondaggio d’opinioni
sul terrorismo

di Cristina Tarallo

E’ trascorso quasi un anno dalla caduta delle Torri Gemelle a Manhattan negli Stati Uniti ed io, Enzo ed Enrica, redattori di questo giornale, ci siamo posti la domanda di cosa la gente comune ne pensasse della lotta dell’America e dei suoi alleati contro Bin Laden. Pertanto armatici di carta e penna abbiamo chiesto a parenti, ad amici e alla gente comune il loro parere.
Molte persone in strada non si sono fermate, rispondendo che non avevano tempo da perdere, altri incuriositi dal nostro fare ci chiedevano il perché di queste domande.

Non ci crederete ma alcune persone hanno persino risposto che non gliene interessava, in quanto il fatto era accaduto in America e si auguravano solo che non si potesse ripetere in Italia.
La maggior parte ha risposto di aver tanta paura che Bin Laden e i suoi uomini possano colpire ancora. Altri sono del parere che l’America ed i suoi alleati debbano non abbassare la guardia e radere al suolo ogni base terroristica; altri ancora erano preoccupati della ripresa dell’attività delle Brigate Rosse con i due omicidi di Dantona e Biagi.
La paura per l’eversione come si vede è ancora molto presente in noi, nonostante mesi di battaglie, bombe sganciate e missili lanciati e l’invio di tante truppe militari in Afghanistan.
Tutto per nulla? Purtroppo sembrerebbe proprio di si!
Ed infine, la tensione è aumentata dopo la recente apparizione in televisione di Bin Laden, ancora vivo, vegeto e minacciante di colpire Venezia ed il Vaticano.
E allora si salvi chi può! Speriamo che ce la caviamo.

  Il Medioevo

Un secolo segnato dalla peste, dalle carestie, dalla crisi della ragione, senza sbocchi economici e culturali. La fede era rappresentata dalle porte in legno delle chiese che dovevano avvicinare i fedeli al culto attraverso i sermoni figurati.
In sostanza un secolo buio. Senza il teatro e senza la musica classica che nacque solo nel Seicento. Tutto questo porta alla conclusione che fu la catastrofe.

Il Rinascimento

Fu un secolo che doveva aprire la strada al piacere del madrigale e alla dispersione nel mondo classico, quello del IV secolo a.C. con Eschilo, Euripide, Sofocle ed Aristofane, senza però avere il loro senso civico. I Comuni segneranno la fine del potere dei nobili e l’inizio di quello borghese, rappresentato dai banchieri e dai mercanti dei fondaci.
Firenze fu il fulcro di questa ricchezza che si disperse, nelle opere pubbliche dei Medici, famiglia d’usurpatori della nobiltà.
Senza un segno politico della nascente borghesia, il secolo si perse in un progressivo sorgere di faide.

L’Illuminismo

Quando finirono le faide a Firenze sorse questo << rischiaramento>> che trovò il nocciolo duro in Inghilterra: dove la nobiltà risorse senza più limiti di superbia.
l pensiero illuminista era demo- cratico ed ateo, lo codificò Kant, il più grande filosofo dell’umanità, che poi morì di demenza.

Il Settecento era un secolo di barbara natura dove il sopruso dei nobili era così evidente che doveva per forza sfociare nella Rivoluzione.

L’Ottocento

Questo secolo era improntato sulla falsità, perché si nascondeva lo spazio privato e l’intimo.
L’arte di quest’evo era borghese perché mostrava la frattura psichica dell’uomo ottocentesco.
L’unica apprezzabile novità politica fu l’Unità d’Italia.

Il Novecento

Fu un secolo segnato dalla incomunicabilità e dalle orge. Senza sbocchi artistici se non nel cinema, quello di Visconti, un regista ineguagliabile, anche perché fu un omosessuale convinto. Solo lui poteva rappresentare un secolo farcito d’ipocrisia, caratterizzandolo con la maschera dei personaggi che il suo obiettivo cinematografico immortalava.

Il Duemila

E’ stato un secolo algido e duro, senza sbocchi artistici. Quindi un secolo di disinganni e d’aridità.
Tutto questo mi porta ad affermare che siamo stati in un vuoto assoluto

 Adda passa'
a nuttata

di Ida Balzano

Il grande Eduardo rinnova il teatro con una commedia a molti nota, <<Napoli milionaria>>, dove recita gli orrori e le grandi sofferenze della guerra. Termina l'ultimo atto con una frase famosa: "Adda passa' a nuttata".
Ma la nottata non è affatto passata, perché ancora oggi si è capito che manca l'amore, la solidarietà nella famiglia.Viviamo ancora in un secolo in cui la famiglia si è ulteriormente disunita.
Inoltre i problemi non sono ancora risolti: disoccupazione, guerre nel mondo, indifferenza sociale, soprattutto verso le persone deboli ed indifese. Mancano strutture pubbliche adeguate, sia per la gioventù che per la terza età. La droga fa la sua parte anche nella scuola. E non parlo solo degli studenti, ma anche gli insegnanti fanno uso di droghe, come gli spinelli.
Allora, a nuttata è passata?

La donazione degli organi
di Antonio Giordano

Siamo nel terzo millennio e una grande percentuale di persone non sa che si possano donare gli organi. Questo è un dovere civile, quello dell’espianto di organi, che salva ogni giorno malati gravi in lista d’attesa e che purtroppo spesso muoiono senza avere quell’atto d’umana carità. Molte nazioni, sviluppate e non, sono all’avanguardia per quanto riguarda l’espianto e donazione degli organi, mentre in Italia resistono ancora ragioni e paure arcaiche, paradossi e dicerie, nonché menefreghismo o pressappochismo su questo argomento.
La legge italiana ha fatto molto spedendo ad ogni cittadino una lettera informativa sulle nuove disposizioni per le quali chi non volesse donare i propri organi alla sua morte deve scriverlo e indirizzarlo al Ministero della Sanità, mentre il silenzio è consenso ed assenso.