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Tratto dal N. 6-7-03 - Ediz. cartacea di pag 16 per gentile concessione del Dirett. editoriale Maurilio Tavormina  

Speriamo che me la cavo

di Maurilio Tavormina

Udite, udite! Sono solo pochi giorni che e entrata in vigore la patente a punti e gia ci sono sostenitori a spada tratta e contestatori incalliti. Certo e che c’e stata una piccola rivoluzione nel codice della strada, per prima i tutori della legge hanno avuto le loro iniziali difficoltà operative nel far rispettare le nuove regole e poi tutti noi che eravamo diversamente abituati al volante della nostra auto. Ora non si paga solo I’ammenda, ma ti tolgono anche i punti e ad onor del vero basta davvero poco per vedersi ritirare la patente e dover torna- re a scuola guida e sostenere nuovi esami d’idoneità. Non e tanto il pagar anche multe salate, ma secondo il mio parere, e proprio il dover ritornare a studiare e il non poter guidare che ha un effetto deterrente per i trasgressori del codice della strada. Chi non si ricorda quante volte ha dovuto sostenere gli scritti e gli orali per la patente? Bastava sbagliare dei quiz, peraltro molto simili nelle risposte, o semplicemente far spegnere il motore dell’auto per dover ripetere I’esame. Bravi e complimenti all’ideatore della patente a punti! Tutti noi diligente- mente mettiamo la cintura di sicurezza e cerchiamo d’essere più corretti alla guida, anche se poi resiste ancora in qualcuno I’abitudine ad andare di fretta. Pur d’arrivare qualche minuto prima c’e ancora chi e capace di correre con I’auto, credendo di essere un abile pilota di formula uno o sfogando la sua rabbia o semplicemente, come qualcuno afferma, sublimando la carica sessuale inespressa e mettendo a repentaglio la sua e I’altrui incolumità. Poco male adesso ”mamma governo” c’impone nuove regole del gioco e presto o tardi chi osa, sbaglia, perde punti e si rifà la patente, se potrà, ma sicuro sarà per un po’ di tempo lontano dalle strade. Ed ecco allora che ci allineiamo, ma mi domando come mai lo facciamo?
 Non perché siamo rinsaviti o più informati sui danni che potremmo subire in un incidente senza la cintura. Si sa e scomoda, da fastidio, c’imbriglia limitando i movimenti, ma tutti sanno quanto e utile, eppure fino a qualche giorno fa chi la metteva? Adesso vediamo che oltre all’autista anche i passeggeri a bordo mettono la cintura, perfino nei taxi. E gia, e al guidatore che tolgono i punti! Ma davvero e possibile che siamo tutti più giudiziosi o questa nuova legge agisce con messaggi subliminali di rinforzo che ci condizionano il comportamento. Già Pavlov con i suoi esperimenti sui topolini dimostrava come essi potevano esse- re influenzati nelle loro scelte se opportunamente stimolati o gratificati. Cosi pure questa patente a punti ci condiziona per il nostro e I’altrui benessere. Che ben vengano simili limitazioni per un vivere sociale con più punti in attivo. Ognuno e artefice della propria esistenza e chi sbaglia paga: siamo tutti avvertiti ed io,... speriamo che me la cavo.


       

UOSM
di Portici-Ercolano

di Giacomo Silvestrin

Al termine di un ciclo di attività svolte presso la nostra Unità Operativa di Salute Mentale e bene stilare un bilancio di quanto si e fatto. In primo luogo l’organizzazione, guidata diligentemente dal dott. Carlo Amati, ha ottenuto quanto si prefiggeva. Le attività del ”Centro” sono state le seguenti: attività giornalistica, artistico-creativa, musicale e teatrale. Queste sono state organizzate in gruppi di lavoro coordinati dalla signora Anna Maria Barbagallo e dalla dottoressa Dantino. L’attività giornalistica si svolge nel leggere gli articoli dei quotidiani nazionali e regionali, ed ogni membro del gruppo esprime il proprio pensiero, quindi si discute e ci si confronta con osservazioni e soprattutto critiche. I risultati ottenuti sono stati veramente lode- voli. Nell’attività artistica, creativa, attraverso quadri, disegni, collage, pittura ad olio e altro. Ognuno ha lavorato liberamente con tecniche apprese volta per volta e alla fine di ogni seduta erano consegnati i lavori e affissi al muro. Ogni partecipante sceglieva il lavoro di un altro e iniziava a raccontare una storia di senso compiuto. Terminato il racconto, si procedeva a darne un titolo che riassumeva il contenuto dei vari quadri esposti. Ognuno interpretava quanto fatto da un altro gruppo seguendo un itinerario coerente e logico, sviluppando la propria fantasia. Alcune storie sono risultate veramente buone e simpatiche. Molti hanno migliorato la tecnica del dipingere e dell’impressione artistica grazie all’aiuto del nostro Giancarlo Brugnano. Anche in questa attività i risultati sono stati ammirevoli. Infine il maestro Giovanni D’Angelo ci ha guidati nel vincere la timidezza, la paura di presentaci ad un pubblico nello spettacolo di fine anno. Le canzoni sono state magistralmente interpretate da alcuni di noi in modo personale e con successo. Anche le scenette sono risultate simpatiche e meritevoli di attenzioni. Dunque alla fine dell’anno le attività svolte hanno ottenuto lo scopo di affiatare i componenti del gruppo e I’impegno profuso e stato premiato dalla soddisfazione di aver realizzato quanto previsto dalle attività. I vari gruppi di lavoro sono rimasti molto contenti e ci si e sentiti veramente bene nello svolgere questa attività, che ha riconquistato lo spirito con iniziative encomiabili. Tutti hanno tratto un vantaggio e ci si augura che nel prossimo futuro le cose andranno ancora meglio e le esperienze conquistate faranno sentire tutti più sicuri che percorrere una strada lineare e formativa.
In nome di tutti i partecipanti dei gruppi di lavoro porgiamo i nostri ringraziamenti al dott. Carlo Amati, alla dottoressa Maria Dantino, al dottor Massimo De Angelis e alla signora Annamaria Barbagallo e a tutti coloro che ci hanno aiutato. Riferisco alcune impressioni dei partecipanti dei gruppi: Antonio Cozzolino” ... Mi sento bene con me stesso e con gli altri”. Nicola Ruggiero”... Ho trascorso momenti gioiosi e fraterni, apprezzando la cordialità e l’affiatamento dei partecipanti. Ho stimato in modo particolare l’impegno di tutti nelle varie attività”. Antonio Di Donna”...II mio morale si è equilibrato, il mio impegno nel futuro e di non mancare”. Antonio Piccolo”...Sono soddisfatto di aver dato qualcosa al mio prossimo”. Francesco Mastrogiacomo”... Sono contento di aver partecipato con la mia voce al canto”.

Teatro, crescita
o divertimento
di Vincenzo Riccio

Alla UOSM di Portici-Ercolano, tra le attività di integrazione e di riabilitazione, c’é quella del teatro. Tutto ciò e coordinato dal dott. Carlo Amati e da altri collaboratori. Prima del teatro pero gli utenti, che volevano intraprendere tale attività, hanno iniziato un cammino di conoscenza. In pratica, incominciavano con la personale cognizione corporea, la consapevolezza dei limiti e degli eccessi con esercizi ginnici, poi continuavano con il disegno, per far venir fuori la creatività interiore e la spontaneità, giungendo infine al teatro. Dopo I’ultima rappresentazione si e fatto il punto della situazione, per vedere se e come andare avanti con tale progetto.

 Ci sono stati molti pareri favorevoli, anche perché stavolta la manifestazione si e svolta nella UOSM, senza il palco e quindi si aveva il calore dei propri parenti. Con ciò voglio sostenere che e stato più semplice, credo in particolare per i nuovi. II teatro come e emerso dal dibattito ci fa crescere moralmente, per questa ragione non e solo una distrazione. I veri attori lo fanno per vivere, le associazioni culturali e le parrocchie lo fanno per sociaIizzare, ma noi lo facciamo per tornare in società. La persona cui e affidato un copione può avere anche carattere opposto del personaggio, può avere gli stessi difetti, ma recitando si renderà conto della propria indole e in futuro gli sembrerà più facile affrontarla. Insomma quello che si e ribadito nella riunione e stato che il teatro non e solo un  divertimento fine a se stesso, ma è anche una crescita costante per tutti noi.