|
|
Pag. 2
|
|
|
Tratto dal N. 6-7-03 - Ediz. cartacea di pag 16 per gentile concessione del Dirett. editoriale Maurilio Tavormina |
||
|
Speriamo
che me la cavo
di Maurilio Tavormina
Udite,
udite! Sono solo pochi giorni che e entrata in vigore la patente a punti
e gia ci sono sostenitori a spada tratta e contestatori incalliti. Certo
e che c’e stata una piccola rivoluzione nel codice della strada, per
prima i tutori della legge hanno avuto le loro iniziali difficoltà
operative nel far rispettare le nuove regole e poi tutti noi che eravamo
diversamente abituati al volante della nostra auto. Ora non si paga solo
I’ammenda, ma ti tolgono anche i punti e ad onor del vero basta
davvero poco per vedersi ritirare la patente e dover torna- re a scuola
guida e sostenere nuovi esami d’idoneità. Non e tanto il pagar anche
multe salate, ma secondo il mio parere, e proprio il dover ritornare a
studiare e il non poter guidare che ha un effetto deterrente per i
trasgressori del codice della strada. Chi non si ricorda quante volte ha
dovuto sostenere gli scritti e gli orali per la patente? Bastava
sbagliare dei quiz, peraltro molto simili nelle risposte, o
semplicemente far spegnere il motore dell’auto per dover ripetere I’esame.
Bravi e complimenti all’ideatore della patente a punti! Tutti noi
diligente- mente mettiamo la cintura di sicurezza e cerchiamo d’essere
più corretti alla guida, anche se poi resiste ancora in qualcuno I’abitudine
ad andare di fretta. Pur d’arrivare qualche minuto prima c’e ancora
chi e capace di correre con I’auto, credendo di essere un abile pilota
di formula uno o sfogando la sua rabbia o semplicemente, come qualcuno
afferma, sublimando la carica sessuale inespressa e mettendo a
repentaglio la sua e I’altrui incolumità. Poco male adesso ”mamma
governo” c’impone nuove regole del gioco e presto o tardi chi osa,
sbaglia, perde punti e si rifà la patente, se potrà, ma sicuro sarà
per un po’ di tempo lontano dalle strade. Ed ecco allora che ci
allineiamo, ma mi domando come mai lo facciamo? |
UOSM
di Giacomo Silvestrin Al
termine di un ciclo di attività svolte presso la nostra Unità
Operativa di Salute Mentale e bene stilare un bilancio di quanto si e
fatto. In primo luogo l’organizzazione, guidata diligentemente dal
dott. Carlo Amati, ha ottenuto quanto si prefiggeva. Le attività del
”Centro” sono state le seguenti: attività giornalistica,
artistico-creativa, musicale e teatrale. Queste sono state organizzate
in gruppi di lavoro coordinati dalla signora Anna Maria Barbagallo e
dalla dottoressa Dantino. L’attività giornalistica si svolge nel
leggere gli articoli dei quotidiani nazionali e regionali, ed ogni
membro del gruppo esprime il proprio pensiero, quindi si discute e ci si
confronta con osservazioni e soprattutto critiche. I risultati ottenuti
sono stati veramente lode- voli. Nell’attività artistica, creativa,
attraverso quadri, disegni, collage, pittura ad olio e altro. Ognuno ha
lavorato liberamente con tecniche apprese volta per volta e alla fine di
ogni seduta erano consegnati i lavori e affissi al muro. Ogni
partecipante sceglieva il lavoro di un altro e iniziava a raccontare una
storia di senso compiuto. Terminato il racconto, si procedeva a darne un
titolo che riassumeva il contenuto dei vari quadri esposti. Ognuno
interpretava quanto fatto da un altro gruppo seguendo un itinerario
coerente e logico, sviluppando la propria fantasia. Alcune storie sono
risultate veramente buone e simpatiche. Molti hanno migliorato la
tecnica del dipingere e dell’impressione artistica grazie all’aiuto
del nostro Giancarlo Brugnano. Anche in questa attività i risultati
sono stati ammirevoli. Infine il maestro Giovanni D’Angelo ci ha
guidati nel vincere la timidezza, la paura di presentaci ad un pubblico
nello spettacolo di fine anno. Le canzoni sono state magistralmente
interpretate da alcuni di noi in modo personale e con successo. Anche le
scenette sono risultate simpatiche e meritevoli di attenzioni. Dunque
alla fine dell’anno le attività svolte hanno ottenuto lo scopo di
affiatare i componenti del gruppo e I’impegno profuso e stato premiato
dalla soddisfazione di aver realizzato quanto previsto dalle attività.
I vari gruppi di lavoro sono rimasti molto contenti e ci si e sentiti
veramente bene nello svolgere questa attività, che ha riconquistato lo
spirito con iniziative encomiabili. Tutti hanno tratto un vantaggio e ci
si augura che nel prossimo futuro le cose andranno ancora meglio e le
esperienze conquistate faranno sentire tutti più sicuri che percorrere
una strada lineare e formativa. |
|
|
|
||
|
Teatro,
crescita o divertimento di Vincenzo Riccio Alla UOSM di Portici-Ercolano, tra le attività di integrazione e di riabilitazione, c’é quella del teatro. Tutto ciò e coordinato dal dott. Carlo Amati e da altri collaboratori. Prima del teatro pero gli utenti, che volevano intraprendere tale attività, hanno iniziato un cammino di conoscenza. In pratica, incominciavano con la personale cognizione corporea, la consapevolezza dei limiti e degli eccessi con esercizi ginnici, poi continuavano con il disegno, per far venir fuori la creatività interiore e la spontaneità, giungendo infine al teatro. Dopo I’ultima rappresentazione si e fatto il punto della situazione, per vedere se e come andare avanti con tale progetto. |
Ci sono stati molti pareri favorevoli, anche perché stavolta la manifestazione si e svolta nella UOSM, senza il palco e quindi si aveva il calore dei propri parenti. Con ciò voglio sostenere che e stato più semplice, credo in particolare per i nuovi. II teatro come e emerso dal dibattito ci fa crescere moralmente, per questa ragione non e solo una distrazione. I veri attori lo fanno per vivere, le associazioni culturali e le parrocchie lo fanno per sociaIizzare, ma noi lo facciamo per tornare in società. La persona cui e affidato un copione può avere anche carattere opposto del personaggio, può avere gli stessi difetti, ma recitando si renderà conto della propria indole e in futuro gli sembrerà più facile affrontarla. Insomma quello che si e ribadito nella riunione e stato che il teatro non e solo un divertimento fine a se stesso, ma è anche una crescita costante per tutti noi. |
|