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Lo
staff di Torreomnia
Le poesie dei ragazzi sono toccanti perché sgorgano direttamente dall'anima spesso intrisa in esperienze dolorose.
Al di là delle riviste "Integrazione" già pubblicate in Torreomnia (vedi link
sopra) questi versi e queste immagini suggeriscono "la speranza", cioè:
"il mai tutto è perduto".
In un epoca di deontologia zero, il gruppo di medici interessato a questa raccolta sono essi stessi la garanzia di questa speranza, cioè la parte di umanità istituzionale incontaminata, proprio per la natura umanitaria
che fa da cardini alla loro professione e per una straordinaria
conciliazione tra scienza ed umanesimo, quasi un'antitesi provvidenziale
desueta ai giorni nostri! Tutto concentrato in un solo nobile,
umanissimo termine "Integrazione".
Non già come la solita missione religiosa o il solito volontariato che
potrebbero prevedere un tornaconto salvifico personale, a cui va comunque, il dovuto
rispetto e ammirazione; ma una senso dell'umanità fattivo in stretto contatto con
l'energia della scienza che Dio ci ha posto in mano.
Questa pubblicazione non è il solito libercolo poetico illustrato, una
raccolta a caso; inoltre non già mirata apriori, architettala; ma la
sorgente collettiva interiore come testimonianza vera e tangibile che
"l'uomo non è solo tra gli uomini", sfatando il devastante
"homo homini lupus" di Plauto.
Questa raccolta collettiva rappresenta un reality autentico, senza
maschere, senza reti, senza elementi accattivanti come quelli dei
prodotti commerciali assetati di audience e share..
L'elemento collettivo riflette la parte tangibile, scientifica dell'esistenza,
al di là del filosofico e del trascendentale, pur non escludendo il
divino, indicando serenità possibili, che non sono quelle "solite
ultime", del tentativo di afferrare, nella disperazione, mani dal cielo che non sempre appaiono, o, quel che è peggio,
ripieghi peggiori del male con paradisi di perdimento chimico
incontrollati di stampo speculativo.
In ultima analisi si evince che nei versi e nelle immagini esiste la
presenza del terapeuta non già come taumaturgo ma come sostenitore di
una realtà spesso trascurata, cioè che l'uomo è prima di tutto una
macchina chimico-elettrica-metabolica, là dove è possibile rimediare a
diversi guasti senza la cosiddetta priorità della psiche.
Luigi Mari |
Introduzione
Abbiamo sentito l’esigenza di raccogliere in un unico corpus le
poesie dei nostri pazienti, pubblicate sin dal primo numero della
rivista “Integrazione”, per dare loro un senso di continuità
e di organicità. Correvamo il rischio di operare un mero e sterile
assemblaggio dei vari brani.
Tale rischio, per fortuna, è venuto meno, quando, non senza sorpresa
per i curatori del testo, le opere hanno preso vita e, come una sorta di
Pinocchio, hanno cominciato ad animarsi e a formare un’entità dotata
di una propria autonomia e dignità.
Questo momento vivificante ci ha semplicemente entusiasmato.
La lettura dei vari scritti ci ha trovato impreparati, abituati come
siamo a limitare il nostro campo d’osservazione a rigide
considerazioni di ordine psicopatologico e/o comportamentale. Raramente
ci concediamo con i nostri utenti momenti nei quali prevalga un “liricità”
nel dualismo del rapporto terapeutico. Una comunicazione capace di
mettere in sintonia, prima ancora che la ragione, il sentire vero e
proprio, il nostro e quello del paziente, lasciando circolare le ansie,
le paure, le angosce e gli umori, tutte quelle emozioni, cioè, che
sottendono il disagio.
Si è arrivati, così, ad una vera e propria ri-scoperta della persona
la quale si è rivelata diversa sicuramente da quella che siamo abituati
a vivere e ad osservare nella pratica lavorativa.
Queste aperture offrono, peraltro, chiavi di lettura diverse e intense
anche nell’ottica della realizzazione di modalità alternative d’intervento
soprattutto in ambito psicoterapico e riabilitativo.
I nostri autori ci hanno regalato frammenti della loro vita in cui
prevalgono ora un senso di solitudine, ora uno di tristezza, ora il
delirio, ora l’ironia: una vasta gamma di stati d’animo riportati in
questa suggestiva raccolta che si offre in modo spontaneo e genuino ai
lettori.
Eugenio Nemoianni
Direttore della UOSM 85
di Torre del Greco (Na)
DSM ASL Napoli 5 |