Introduzione


LA VITA DIFFICILE
DI FRANCO PENZA?

Presentazione

Per il popolo, se non guadagni una barca di soldi, sei un uomo sbagliato. E così giustifico il titolo del mio libro.
Nel 1940, dopo anni di militare in Africa Orientale, Peppino Penza da Napoli raggiunge Torre del Greco per lavorare nel Convalescenziario Bottazzi per tubercolotici, dove incontra Ida Paduano da Ercolano, che gli darà quattro figli. Nel 1941 matrimonio a giugno. In maggio nasce Franco. Nel luglio del 1942 Peppino litiga con l’economo, gli dà un ceffone, perché lo multa per aver dato del carbone dalla cucina dell’ospedale ai poveri del villaggio, che soffrono il freddo e non possono cuocere un cucchiaio di fagioli.
Nulla da fare: a Peppino, messo fuori, cadde il mondo addosso. La moglie già aveva abbandonato il lavoro per seguire il marito e fu notte fonda: Franco s’ammalò e, avvolto in una coperta, fu posto accanto all’urna del beato Vincenzo Romano.
Dal 1942 al 1945 Franco, con la famigliola, peregrinò per l’Italia e a Greci e a Savignano, nella Baronia avellinese. Nell’aprile del 1945 fu ospite della sorella della madre sino al 1947, anno in cui la zia decise di sposare in seconde nozze un vedovo con cinque figli.
Continuarono le dolenti note. Sul lastrico adesso i quattro per la nascita di Enrico. Nel 1948 nella sala del convento degli Zoccolanti, migliore del lastrico, dove nacquero L’INFINITO, IL PENZATORE, LE DUE TORRI, e le Filodrammatiche di Mario Ginelli e di Gianni Pernice.
Franco frequentò le scuole normali, ma non completò il ciclo per ragioni economiche. Nel 1959 lavorò per un anno presso un’Azienda Tipografica. Dal 1960 al 1965, nell’Istituto d’Arte incontrò gli artisti Bresciani e Barisani.
Nel 1966 e 1967 frequentò l’Accademia di Belle Arti, sezioni di pittura e scultura dirette da Emilio Greco e Augusto Perez e i corsi serali di nudo di Russo.
Nel 1960, dopo un incontro a pugni nudi con un energumeno, s’iscrisse ad una palestra di pugilato.
Nel 1961 partecipò ai campionati nazionali di pugilato, ma fu fermato da infortunio. Anche con il calcio iniziò e finì con un intervento chirurgico al ginocchio dx.
Dal 1963 al 1973 diresse la compagnia teatrale I QUATTRO, interpretando Gesù, Armenzio, Razullo. Con Borriello, Bozzetti, Micera ed il sottoscritto.
Tenne mostre personali e collettive di pittura. Ma il dilemma: Arte astratta o concreta non potè risolvere per questioni sociali.
Nel 1968 e 1969 nei cantieri di lavoro. Iscritto nei Movimenti artistici democristiani, partecipò ad una elezione del Sindaco. Esperienza politica drammatica e chiusura.
§Scrisse IL MALEDETTO INCASTRO, L’OSPITE E’ SACRO e SINTESI ANALISI Nel 1969-1970 insegnamento tra i sordomuti e gli handicappati. Tre ragazze vogliono il matrimonio. Nel 1970 altra maturità, quando lavorava nella Boutique di abbigliamento a Chiaia. Appena guadagnò qualche soldo, s’iscrisse all’Università di Lettere e Filosofia e conseguì in meno di quattro anni la laurea. Con due professoresse idilli. Non dimentico di dire che il Nostro era alto 1,80 su 70 chili, bruno, con baffi e sguardo magnetico. Oggi quintale e capelli bianchi.
Nel 1976 sposò la crocerossina - musicista. Dopo la laurea in Filosofia, conseguì la laurea in Medicina e Chirurgia e specializzazioni varie. Ultima, in ordine di tempo, la psicoterapia.
Una donna si rimodellò il seno, un’altra il naso, un’altra il piede, ma non riuscirono a strapparlo alla monogamia.
Lavora alla Sanità per vivere, ma da volontario nell’Ambulatorio della Carità, nella Casa dello Scugnizzo e all’Istituto Colosimo per ciechi, è a disposizione degli extracomunitari, degli anziani, e degli abbandonati sulla strada da mestatori di governi mondiali nevrotici e insensati.
Quante tasse ha dato allo Stato? 33 anni tra scuola e Università. E’ autore di poesie, farse, novelle, poco diffusi per questioni di Editoria e di politica. Oggi, superato un problema di salute, io gli dedico UNA VITA DIFFICILE? per ricordargli che nella mia infanzia molti avvenimenti ho vissuti insieme a Lui nel bene e nel male.
Fine dicitore della poesia napoletana, canta insieme alle anziane delle Case di Riposo con musica di Nunzia, accompagnatrice.