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Tullio Oranges, poeta

La poesia di Tullio esce dai canoni culturali in fatto di Estetica, con buona pace di Croce e di Flora; anche i contenuti sono spontanei ed elementari, quasi prescolari, di popolana espressione, fuori dalla storia e da ogni canone letterario e linguistico; una sorta di "verbalità annotata", se così si può dire. Proprio qui, nel candore dell’antidottrina, nell’assenza ti tecniche, virtuosismi e artificiosità di mestiere si coglie la flebile, lineare voce dei precordi.
Senza dubbio quella di Tullio non è una scrittura adulta, non si coglie artificio di pagina; i versi ricordano un po' la sperimentazione di "Io speriamo che me la cavo" forte proprio nell'espressività puerile, che fu un best-seller di qualche decennio or sono. 
Oggi. grazie al computer, tutti diventano autori e si scoprono sentimenti nuovi, spontanei nella loro elementarità. Per 5 secoli, dall’invenzione dell’"arte nera" tutti potevano esprimersi tutt’al più attraverso il cinema domestico, il teatrino rionale, le riunioni scolastiche e via dicendo; ma rimaneva proporzionalmente esiguo il numero di autori di supporti cartacei, rispetto ai potenziali cinque miliardi di lettori. Una pubblicazione, anche se un libercolo, aveva costi tipografici che l’uomo della strada, per così dire, cioè colui che vive nella dimensione del sottostipendio, non poteva permettersi. Oggi il computer domestico, magari quello del conoscente, ha fatto giustizia.
Quando il capo diventa canuto o glabro, ogni uomo si ritrova nello stadio della Recherche proustiana, con un vulcano di reminiscenze che spingono in superficie. Grande stimolo creativo ha la componente nostalgica che favorisce le scaturigini di tutti i libri di memorie. In fondo che cos’e la nostalgia se non l’elegiaca malinconia relativa all’insoluto esistenziale per l’avanzare inesorabile della senilità e dei malanni. Per non parlare del nostro irreversibile destino di mortali. Non vi e dubbio che tutti gli esseri cogitanti, di ogni rango, fino a quello tribale, custodiscono dentro di sé esperienze inedite ed originali. Molti autori antichi sono passati alla storia sol perché rivelati da un lavoro di ermeneutica, pur componendo zavorra contenutistica ed estetica. II letterato moderno insiste sul dottrinario, sul purismo, emarginando l’espressione popolare. Dopo Croce vige il terrore della forma. II libro era, fino agli anni 80, lo strumento di pochi iniziati che finivano per leggersi tra di loro, con tutto il rispetto per le loro opere, spesso capolavori.
Il computer ha fatto giustizia anche per il buon Tullio Oranges che allevia le sue problematiche di varia natura col drenaggio catartico della poesia, producendo da se i suoi libelli, inserendo sulla rete i suoi versi, semplici, elementari, non per questo asettici e di marcato valore etico ed umanistico. 
C'è una costante che si evince nei versi orangesiani, non già una venerazione per la donna come tale, nei suoi misteriosi svariati ruoli evolutivi, di adolescenza, maturità e senescenza, ma dell'eterno femminino in se, letterario e scolastico, postulato nell'evocazione e nella platonicità, che va dal verginomariano all'erotismo asessuato, se così si può dire, sublimato, onirico, celato sotto un'aleggiante diafanità di  misoginia, da voci bianche, insomma, fino al sentore d'incenzo e di crisma. 
Il gemellaggio Casalvelino-Torre del Greco, aree geosociali di natura contrapposta segnano una sorta di conflittualità nell'autore, rincrudita da svariati risvolti problematici del contesto domestico. Per questo non si coglie l'afflato lirico, i versi sanno di confessione, di sventramento, sì, ma pacati, filtrati da pudore caratteriale, da reticenza etica, pur celando una drammatica patologia esistenziale non esclusa la clinicità, la fisiologia. E qui la poesia diventa terapeutica: il medicamento alternativo che va oltre l'omeopatia o o le ortodosse terapie dell'anima e del corpo. L'ultima e la sola panacea per la sopravvivenza, quasi simile, e non inferiore alla preghiera. Risorse interiori di tutti i sud planetari.
                                                      Luigi Mari



                    TULLIO ORANGES oggi


      AUTOBIOGRAFIA

Oranges Tullio, nasce a Casal Velino, un paesino del Cilento, in provincia di Salerno il 10 Ottobre 1947, ma ancora in fasce si trasferisce con la famiglia a Torre del Greco in provincia di Napoli, dove tutt’ora vive. Sposato con Rosa Martinelli, ha avuto dalla stessa tre figli: la prima di nome Myriam di 24 anni sposata e madre di una bellissima bambina che si chiama Fabiana che oggi ha 3 anni: il secondo di nome Mirko di 22 anni, che attualmente si occupa di computer, ma in cerca di una sistemazione effettiva; la terza di nome Marika di 16 anni studentessa, che attualmente frequenta il terzo anno del liceo scientifico "A. Nobel" della sua città.

Tullio ha scelto come pseudonimo "Otto^^", che è il suo nick principale in chat le cui lettere altro non sono che le iniziali del proprio "cognome- nome- nome- cognome"; ha cominciato a lavorare nel campo assicurativo, prima come produttore, poi come sub-agente ed infine come agente di assicurazione, ma poi per problemi cardiaci ha dovuto lasciare ed attualmente è in pensione.
La passione per la poesia si è manifestata in lui fin dall’età di 13 anni, precisamente nel 1960, prima per dedicare dei versi alle sue amiche di classe, delle quali si prendeva sempre una cotta, ma la sua timidezza lo lasciava sempre in disparte, e lui esprimeva il suo stato d’animo con i suoi semplici versi. 

Ha continuato a scrivere saltuariamente, fino all’anno 1980 circa, poi c’è stato un lungo periodo di totale assenteismo durato circa 20 anni, ed ora chi sa forse per gioco, in chat ha ritrovato la passione che si era affievolita per tutto questo tempo; infatti, tutte le poesie di questo ultimo periodo, le ha dedicate alle sue amiche incontrate in chat. 

Molte di queste poesie sono del tipo "acrostico" infatti, leggendo in verticale le iniziali dei versi, viene evidenziato il nome della persona a cui è stata dedicata: diciamo un gioco di parole.

Adesso il "poeta_triste" (nick provvisorio in chat) vi lascia alla lettura delle sue poesie, chiedendovi se è possibile da parte vostra qualche commento in merito, da comunicarsi tramite e_mail da inviarsi a:

korim3@libero.it

Grazie a tutti per l’attenzione prestata.

                                      Tullio Oranges 
                                       (by Otto^^)

P.S.

Chiedo scusa ai lettori per le poesie in napoletano, forse scritte un pò troppo maccheronicamente non conoscendo a fondo la lingua. Se ci fosse qualcuno tra i lettori con maggiore conoscenza, si accettano correzioni in merito da comunicarsi sempre tramite e_mail di cui sopra.

Si ringrazia anticipatamente.

Torre del Greco, 10 Ottobre 2001