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I monili dei nativi americani
prima dell’arrivo degli
spagnoli
Nei secoli gli Indiani americani svilupparono una
cultura basata sulla caccia e la raccolta dei prodotti in natura,
attività comuni ad una prima fase della civilizzazione umana, a cui l’allevamento
e l’agricoltura subentrarono solo in seguito. Parallelamente alle
trasformazioni delle attività di sussistenza vi fu un’evoluzione nelle
tecniche e nei materiali utilizzati per la produzione degli ornamenti
personali.
II tipo di gioielli che ogni gruppo indossava era in stretta relazione con
la reperibilità dei materiali esistenti nell’habitat di appartenenza.
Ossa, denti e unghie d’animali, conchiglie, legno, piume, pietre dure,
quali il turchese, furono le prime risorse naturali adottate come
ornamenti. Nel sud-ovest americano, che essenzialmente comprende gli Stati
del New Mexico, Arizona, parte del Colorado, dell’Utah, del Nevada e
della California, le culture precolombiane dei Mogollon, Hohokam e gli
antichi Pueblo (formalmente conosciuti come Anasazi, che sono poi i
diretti precursori degli attuali Pueblo indiani) che abitarono il
sud-ovest dal 300 a.C. al 1600 d.C. circa, svilupparono una raffinata arte
del mosaico con conchiglia, giaietto e turchese. Questi materiali
assunsero una gran importanza per le popolazioni locali perché erano
parte integrante del costume, con funzione sacra e al contempo secolare.
Materiali decorativi e monili erano barattati dalle popolazioni indigene
lungo una elaborata rete di scambi e alleanze sociali nata ben prima dell’arrivo
degli europei nel sud-ovest, da sempre area strategica per le vie di
scambio e incontro culturale nel continente nord americano. Le conchiglie,
come tutti i materiali che provengono dall’acqua, venivano considerati
simboli di vita ed erano scambiate della costa verso l’interno e
distribuite in una vasta area sin dal 3000 a.C. Gli Hohokam, che vissero
dal 200 al 1400 d.C. tra Arizona e Messico settentrionale, barattavano
conchiglie
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