Il Corallo dei nativi d'America  pag. 11

 

Antico villaggio Zuni


Vilaggio San Juan

Interessante notare come i Navajo abbiano mantenuto la loro tipica abitazione: I’hogan, rotondo o esagonale, costruito di tronchi e fango con un’apertura centrale come presa d’aria. Questa costruzione somiglia sorprendentemente alle yurte, le tende circolari uzbeke, struttura che sembra riconducibile alle loro origini asiatiche.
Altra singolare analogia con le popolazioni dell’Asia centrale di culto buddista e la pratica dei disegni di sabbia, per i tibetani i mandala. Per entrambe le culture si tratta di dipinti rituali, eseguiti con sabbia e polveri colorate, associati a cerimonie che mirano a ristabilire l’armonia e l’equilibrio individuale e della comunità. Quando sono completate vengono distrutte in segno d’umiltà dall’officiante. 
Altra affinità e l’utilizzo da parte dei Navajo e dei tibetani di corallo e turchese negli ornamenti in argento che, se non può certo sostenere da solo l’ipotesi dell’origine asiatica dei Navajo, e sicuramente un’altra coincidenza estremamente suggestiva.
Quando agli inizi del XVI secolo i primi esploratori spagnoli giunsero nei territori dell’attuale New Mexico, incontrarono la popolazione indigena che viveva in villaggi di case basse dai tetti a terrazza, costruite in terra e paglia intorno ad una piazza centrale, o plaza. Quei luoghi ricordarono loro i villaggi delle campagne spagnole ed iniziarono a chiamarli pueblo, termine che divenne per estensione il nome generico degli abitanti indigeni: pueblo indiano, perseverando nell’errore in cui era incappato Colombo.
Ancora oggi 19 dei gruppi nativi americani, conservano il nome dato loro dai missionari spagnoli seguito da «pueblo»: Santo Domingo Pueblo, Santa Ildefonso Pueblo, Isleta Pueblo, etc. Oggi nei territori del sud-ovest americano vive una grande concentrazione di nativi americani più di 300.000 persone, tra cui circa 5000 Hopi, stanziati in Arizona, 7000 Zuni, tra Arizona e New Mexico, i 19 gruppi Pueblo, distribuiti nell’area del bacino idrografico del Rio Grande in New Mexico, e 130.000 Navajo, o Dine («gli uomini» nella loro lingua Athapaskan) che costituiscono il gruppo più numeroso e occupano in Arizona e New Mexico la riserva indiana più vasta. Tutti i gruppi indiani contemporanei rappresentano solo i tre quarti delle popolazioni native che vivevano in quella area al tempo dell’iniziale conquista spagnola.