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L’INFLUSSO SPAGNOLO
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II 23 febbraio 1540 Francisco Velasques de Coronado
organizzò una spedizione in partenza da Campestola, Messico, che avrebbe
avuto un impatto determinante sulla vita e sulla storia delle popolazioni
del sud-ovest americano. l 600 soldati e i 6 frati francescani che erano
con lui andavano per sottomettere e conquistare, ma l’impatto opero
cambiamenti profondi nel pensiero e nello stile di vita dei nativi,
prolungando le conseguenze oltre la presenza spagnola in America.
I Pueblo, i primi a incontrare i conquistatori, indossavano monili di vari
materiali tra cui dischi e perline rosso arancio che gli spagnoli
scambiarono per corallo. Nel 1581 Herman Gallegos annotava riguardo alla
spedizione di Rodriguez Chamuscado in New Mexico tra gli indiani Jumano
del Rio Grande «...alcuni degli indiani che ci vennero incontro portavano
corallo bianco e colorato di non grande qualità sospeso al naso ...quando
chiedemmo loro da dove venisse ci risposero, facendoci capire che
proveniva dal mare».
Questa affermazione lascia intuire che vi fossero scambi commerciali tra
il Rio Grande e il golfo della California, a più di mille chilometri.
Altra testimonianza sul possesso del corallo tra gli Zuni si ha dal
Governatore Juan de Onate in viaggio dal Rio Grande al Rio Colorado
intorno al 1604 «... gli indiani Yuma...sono quelli che portano dal mare
il corallo che chiamano ’quacame’, ...data la grande distanza dalla
costa non ne hanno molto... nella provincia degli Zuni se ne trova di più
e viene barattato. Gli Zuni dicono che gli indiani della Valle Senora lo
portano da vendere e non sono a più di 6 giorni di marcia».
Non essendoci evidenze archeologiche attestanti la presenza di corallo
negli ornamenti del periodo preistorico e non trovandosi corallo rosso, ma
solo materiale poroso di colore porpora e bianco lungo la costa
occidentale del Messico, si pud ipotizzare che il «corallo» citato dagli
Spagnoli e solo conchiglia di colore rossastro, la spiny oyster,
una bivalve che (continua a pagina seguente)
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