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Sinistra: Donna San Ildefonso con ornamento a croce di Lorena
Destra: Argentiere Navajo. Archivio fotografico Museum of New Mexico
Nel 1864 un evento segno l’inizio di quella che
sarebbe divenuta l’apprezzata arte orafa degli Indiani d’America. Più
di 8000 Navajo vennero confinati nella riserva creata a Fort Sumner vicino
a Bosque Redondo, all’estremo est del New Mexico, dalle milizie degli
Stati Uniti. Durante la cattività, i Navajo si dedicarono alla
realizzazione di gioielli in metallo.
Fino a quel momento i nativi avevano creato i loro monili con
materiali naturali come turchese e conchiglie. La metallurgia e l’utilizzo
dell’argento furono introdotti in America dagli Spagnoli che passarono
le loro conoscenze prima ai messicani, i quali a loro volta le trasmisero
ai nativi americani. Inizialmente i gioielli furono prodotti in rame,
ottone e ferro, non in argento, materiale troppo costoso per i nativi. I
primi manufatti, oltre a risentire della già citata influenza spagnola e
messicana, si avvicinano alle forme usate dai gruppi delle Grandi Pianure,
come gli Ute, Comanche e Sioux, che con gli Indiani del sud-ovest avevano
continui scambi commerciali.
L’introduzione dell’argento coincise con un periodo di cruciali
cambiamenti sociali per la vita dei Navajo, da guerrieri e allevatori di
cavalli a sedentari residenti in una riserva a loro dedicata. Presto i
Navajo cominciarono a richiedere briglie da caballero, rosari,
croci e medaglie spagnole, collane squash blossom e cinture
concha in una foggia che univa lo stile importato con il carattere
indigeno. Alla fine del 1800 si contavano numerosi artigiani orafi tra
Navajo, Hopi e Zuni. Da allora la produzione crebbe nel tempo coinvolgendo
un numero sempre maggiore d’Indiani, soprattutto in seguito all’apertura
della ferrovia che portò a Santa Fe turisti alla ricerca di gioielli
importanti. Indipendentemente dalla domanda turistica, per i Navajo l’artigianato
orafo divenne indice di ricchezza e prestigio. I primi ad abbinare argento
e turchese furono i Navajo, influenzando poi Zuni e Hopi che proseguirono
in uno stile tutto loro nel cammino artigianale. Se nella gioielleria del
Far West americano l’argento o un’introduzione recente, il
turchese è sempre stato usato negli ornamenti con connotazione quasi
sacra. II suo culto leggendario era collegato al |