Il Corallo dei nativi d'America  pag. 31

L’immagine della libellula, insieme a rane, girini, lucertole, serpenti, farfalle, creature emblematiche della sopravvivenza in ambienti aridi, si ritrovano nei gioielli e negli oggetti funzionali ai rituali, collegati alla pioggia e alla fertilità del terreno. Un’altra forma, comunemente modellata nei gioielli antichi e rimasta nella contemporaneità, e quella dell’uccello volante, con le ali aperte che ricordano una croce. Gli uccelli sono sovente rappresentati perché considerati messaggeri tra la terra e le entità sacre del cielo. Gli spiriti della pioggia, o «cloud people», trovano diverse rappresentazioni nei «simbolismi magici della pioggia» che propiziano il raccolto.
Uno tra questi e il «serpente piumato», che dimora nelle nuvole e ha lingua di luce. II serpente e anche collegato con la terra e l’acqua, scivola come acqua ed emerge dal terreno, incarnando le potenti forze del mondo. Anche il kokopelli è
un’altra figura emblematica delle culture pueblo dell’Arizona e New Mexico. Giunse forse intorno al XIV secolo importato dal Messico e presumibilmente in origine rappresentava un mercante che porta conchiglie e piume, in particolare le rosse piume dell’Ara Macao, dal Messico alle aree delle popolazioni pueblo. Tra gli Hopi rappresenta un suonatore di flauto che regge un sacco di semi e per questo e associato alla fertilità, simbolo d’abbondanza e in genere di buon auspicio. Potenti spiriti delle rocce sono i feticci, rappresentati in diverse forme animali o umane che si pensa siano state pietrificate dal soffio dello spirito stesso che vi dimora. Agiscono come mediatori tra il soprannaturale e l’umano e donano a chi li possiede la forza dell’animale rappresentato. Per questo devono essere trattati in modo appropriato, secondo rituali precisi.
Hanno particolari funzioni nelle cerimonie e sono decorati con specifici e significativi ornamenti. Sovente recano frammenti di corallo e turchese. E’
impossibile definire quanto antico sia l’uso di questi modelli. Tuttavia il modo in cui i Pueblo e Navajo hanno continuato a fare uso di queste forme nel tempo, ha rinsaldato il significato di molti esempi del passato preistorico. Molto popolari tra Navajo e Zuni sono le collane squash blossom, esibite in numerose cerimonie del ciclo agricolo. Composte da una mezzaluna centrale, o naja, hanno sempre un numero variabile di boccioli di melograno in abbinamento.
I Navajo fecero propria la naja adottandola dalla simbologia ispanico moresca, prima per le briglie dei cavalli, piu tardi come pendente delle collane. Questa simbologia con il tempo prese una direzione del tutto propria staccandosi dall’originale modello, arricchendosi di pietre e altre lavorazioni. L’associazione con le danze per la fertilità
dei raccolti fa tornare in mente la simbologia primigenia, comune a molte culture antiche, della luna crescente come rappresentazione di liturgie naturalistiche. Non sembra tuttavia che gli Indiani abbiano assegnato un significato simbolico a questo segno, anche se 0 tenuto in gran considerazione. I Navajo usano il termine yo ne maze disya gi (letteralmente «grano che sboccia») per indicare la collana squash blossom, niente che si possa direttamente ricollegare al melograno. Indipendentemente dai possibili significati simbolici, la collana 6 testimonianza dei contatti tra i nativi americani e gli spagnoli e tra i Navajo, che per primi usarono questa tipologia, e i Pueblo, in particolare gli Zuni che la adottarono, aggiungendo il turchese alle collane di solo argento.