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| N. 7 - 22 febbraio 2006 Sta come Torre ferma che non crolla già mai la cima per soffiar dei venti | |||
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POLO
ORAFO: nei MOLINI MARZOLI OUT-OUT Non più indecisioni!
Perché tergiversare? Sono in gioco il ruolo e l’identità dei nostri
artisti ed artigiani, e, con essi, ruolo e identità stesse di Torre che
dalla loro bravura si è fregiata sin’ora della aureola di Città del
Corallo. Vogliamo vanificare secoli di dura fatica degli avi? MAURO ASCIONE, -Uniamoci per creare un futuro nella città e per la città- Non si può spostare altrove la nostra idendità, a parte l’onerosità per chi fa a Torre produzione, di spostare anche gli uomini. Sono i Molini Marzoli che ci sono stato promesso, e se ne interessa insieme al Sindaco, il Pres. Pica della società consortile Miglio d’Oro che ne redige il progetto: Nei Molini, andranno i Centri Pensante, Marcheting, di Ricerca e Formazione nonché i Servizi Orafi, per attività ad impatto ambientale: In una parola, nella nostra città, la Produzione e la Formazione per i giovani con spazi di microimprese e vivai incubatori, con moduli non più vasti di 20 mq. Però, quando i giovani “cresceranno,” dove li esporteremo? E’ perciò che dobbiamo pensare alle aziende grandi, che non vogliono spostarsi dalla loro terra. L’Amministrazione Comunale non può non dare una risposta seria, precisa e sollecita alle necessità di una categoria trainante. Una città diviene indifendibile se non è in grado di effettuare scelte. Il mio invito attraverso LA TORRE, anch’essa antica e solida istituziione cittadina, è che venga costituita un’aggregazione forte, degli artisti ed artigiani del corallo ed affini e degli incisori e degli orafi che vogliono e credono di rimanere a Torre, centro propulsore di antica tradizione. E’ pratico e perciò necessario sapere quanti siamo, contarci, numeri alla mano, decisi a creare un futiuro nella città e per la città. Subito, a noi, i Molini Meridionali Marzoli. Gli uffici comunali, altrove, nel riattato Castello Baronale, a La Salle, in parte a Villa Macrina, nella vecchia Caserma dei Carabinieri a via Comizi. Perché intestardirsi contro l’evidenza e la volontà popolare?
COME PRIMA PIU’ DI PRIMA Però, secondo i consiglieri comunali Mennella e Mirabella, di recente intervistati da La Torre (v.n.ri scorsi) quella del Consiglio Comunale presieduto da Del Giudice è tregua fittizia, mera tregua-elettorale. In realtà la vita amministrativa della città rimane bloccata e nodi al pettine, arroganze ed appetiti si risveglierebbero subito dopo la tornata elettorale. Ne sono sintomi inequivocabili l‘impossibilità di sanare lo spacco e la conseguente delusione denunciati dallo stesso Sindaco nell’arringa seguita l’astensione dei DS durante la votazione del bilancio, per non parlare delle tensioni esistenti nella stessa sua compagine. RECLAMES
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LE VERITA’ DI DEL GIUDICE Il Sindaco nell’“arringa” profferita al Consiglio Comunale del 23 Aprile, annuncia grandi progetti. Fabio De Silva “..Ritengo doveroso spiegare ai cittadini i motivi
che mi hanno spinto il 31 Marzo a dare le dimissioni: Il rifiuto di Oromare si è dimostrato solo l’indicatore
di un percorso già delineato al fine di monopolizzare l’intera
operazione per fini speculativi. Da qui le manovre occulte
ai fianchi delle Ferrovie dello Stato, nella fattispecie della Società
Metropolis S.P.A. che, con un’operazione di estrema scorrettezza, rinnegava
il protocollo sottoscritto. |
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