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IL TEMPO
IL TERRITORIO
GLI UOMINI
LA TORRE
Raccolta e testimomianza di un
secolo
di Clelia Sorrentino e Salvatore Accardo
Il Tempo: Cent’anni. Lo Spazio:
il Territorio dell’Anima, ( le Cittadine Vesuviane fra Mare e
Vesuvio.) Gli Uomini: i Vesuviani, popolo grintoso, in
particolare i Torresi. Elementi tutti, messi insieme, capaci di
imbastire smerci e commerci, di tramare vicende, allenze e
battaglie, di dare nel bene e nel male corso alla Storia.
Testimonianze del nostro passato raccolte
pazientemente su un foglio, LA TORRE, fondato nel 1905 dall’entusiasmo
di un giovinetto, tale Luigi Sorrentino da Torre del Greco,
non ancora maggiorenne, con difficoltà persino a firmarlo. La
passione per il suo unico figlio, questo Foglio, accompagnò poi
il commendatore Sorrentino sino alla morte con il dilemma: Chi
sarebbe stato il prosecutore della sua opera, a chi lasciare l’eredità
del Giornale?
Tempo, Spazio, Uomini.
Se si pensa che Torre del Greco 10.000 anni fa era una splendida
macchia verdeazzura fra terra-cielo-mare; sono stati gli
uomini.a trasformarla e ad affollarla, a costruirla
inverosimilmente sin quasi dentro il cratere, a renderla
accessibile e …in-accessibile a un tempo.
LA TORRE, da storico, conme onda marina,
riporta ai nati dopo, quelle che erano lotte, fatiche,
ambizioni, invenzioni, viaggi, avventure e tradizioni dei padri.
Ma anche quale era la terra natìa, la conformazion di vie,
vicoli e bassi, di case dalle volte a botte, di coste
mozzafiato, di pinete e vitigni dorati sui pendii dominati da
messeur Vesèvo.Sfogliando il giornale a ritroso nel tempo,
La Torre diventa una completa moviola retrospettiva.
Di qui la preziosità della raccolta di
vicende di vita collettiva e l’aspetto scomparso della terra
amata, di chi la custodiva ma a volte la sfruttava secondo fini
particolaristici stravolgendone i connotati. Se i protagonisti
della vita cittadina dei primi del ‘900 avessero a rivisitare
le stesse zone nello stato attuale, di certo ne rimpiangerebbero
l’antico stato di grazia.
Non c’è stato nella storia del periodico,.
avvicendamento di Editori e Direttori. La Torre è sempre
appartenuta alla famiglia Sorrentino. Noi ne raccogliemmo nell’agosto
1965 l’eredità da zio Luigi e, si può dire, fu subito
ossessione. Essendo cambiati tempora e mores, uomini e stili di
vita, riuscimmo a coinvolgere l’intellighentia della città,
cari amici quali il regista Gennaro Vitiello, che poco dopo
fondava a Napoli il primo osannato teatro sperimentale, il
prof.Gennaro Di Cristo sotto lo pseudonimo di Massimo Landi ,
Raffaele Raimondo gli articoli del quale nascevano sul nostro
giornale poi editi ne Gli Itinerari Torresi, (1973-77). |
In seguito numerosi artisti e intellettuali
fra cui: l’on.Adele Faccio, la filosofa Clementina Gily Reda
diedero valido contributo a scambi d’opinioni. LA TORRE è
fucina per giovani pubblicisti, oggi giornalisti su quotidiani
nazionali: Stella Cervasio su La Repubblica, Riccardo
Sorrentino su Il Sole 24 Ore, Fabio Scognamiglio su Il
Denaro, altri a Il Mattino e Metropolis.
Le vicende belliche del ‘15-’18 e del Ventennale, dal ’20
alla II guerra mondiale del 1945, palpitanti, del periodo
fascista, rendono questa memoria genuina, non toccata qual è,
da ripensament critici, rivisitazioni e interpolazioni di
cronisti e spesso ampollosi storici posteriori.
Senza l’esistenza de LA TORRE, la raccolta,
concepita sin dal 1905 invero in maniera assai estrosa e all’avanguardia
il che ne fa la vera differenza con le poche altre testate pur
pregevoli affiancatesi per brevi periodi al periodico e legate
per lo più alle fortune di Partiti, Torresi e Vesuviani
avrebbero perduto la loro memoria storica: Cittadine agitate
dai problemi di sempre, Vesuvio, Frane, Disastri e
Calamità, e da Elezioni, Partito d’Azione, Mareggiate e Ruine,
Sconci edilizi, Crisi e Caro Vivere, il Porto, l’Acqua, il
Commercio, Amministrazioni carenti, il Carcere, Giustizia,
Scuola, Crisi del Corallo. Dai Mosconi attraverso Nascite
Fidanzamenti, Doni di Nozze esposti, Necrologi, Vari di Navi e
Cantieri festanti nel Porto torrese, traspaiono i Costumi di un’epoca,
di Famiglie locali. Ecco i Sovrani in visita a Torre per
calamità ma anche per l’apertura del Preventorio o del Museo
del Corallo. Nell’agosto 1907 presa di posizione a favore del
Movimento Femminile in Italia a salvaguardia della Dignità
della donna .Nel n.ro del 17 feb.1912 è persino riportato un
Duello in piena regola con le sue ferite e i Padrini
regolarmente blasonati.
Anche se in maniera fantasiosa, la Torre di
zio Luigi ha sempre fatto della cultura la sua bandiera, e, come
smaniosa di uscire dai confini all’epoca assai ristretti, con
aperture e ironie che non ci si attenderebbe da un giornale di
Provincia, se si considera che accademici e soloni dell’epoca
tuonavano sui giornali nazionali contro le stramberie del
futurismo. Si sollecitavano i lavori agli Scavi d’Ercolano,
Poeti e narratori e persino una certa Ornella, 1^ poetessa fra
uomini, trovavano accoglimento.E Note Letterarie,
Cinematografiche, Teatrali dai: Teatro Garibaldi, Arena Tina Di
Lorenzo, dai Cinema Savoia, Iris , Iride, ai quali negli anni
’50 si aggiunsero il Corallo e il Metropolitan, e Concerti,
Arti Figurative,:Un intero Editoriale dedicato alla morte di
Giosuè Carducci, e nel 1908, il delizioso articolo sulle
pose di D’Annunzio ironizzate nel romanzo di Marinetti Le
dieux s’en vout, D’Annunzie reste e l’inno
al futurismo e ai versi di Marinetti in La Ville
Charnelle. La colonia torrese emigrata all’estero e negli
USA trovava e trova ancora riferimento ne LA Torre, il cui
arrivo è atteso con trepidazione.Con essa zio Luigi faceva, fra
l’altro, scambio oltre che di notizie, di…francobolli, di
cui possedeva una variegata collezione.
Resta anche per noi che abbiamo due figli reali oltre LA TORRE, ma lontani, aperto il dilemma del 1^ direttore:
A chi l’eredità del giornale della Città? Ché di un
periodico libero e amato non se ne faccia uno strumento bieco e
asservito.
I DIRETTORI.
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