N. 8 - 28 febbraio 2006             Sta come Torre ferma che non crolla già mai la cima per soffiar dei venti

Direttore responsabile: Salvatore Accardo
 Direttore editoriale: Clelia Sorrentino

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IL TEMPO
IL TERRITORIO
GLI UOMINI
LA TORRE

Raccolta e testimomianza di un secolo

di Clelia Sorrentino e Salvatore Accardo

Il Tempo: Cent’anni. Lo Spazio: il Territorio dell’Anima, ( le Cittadine Vesuviane fra Mare e Vesuvio.) Gli Uomini: i Vesuviani, popolo grintoso, in particolare i Torresi. Elementi tutti, messi insieme, capaci di imbastire smerci e commerci, di tramare vicende, allenze e battaglie, di dare nel bene e nel male corso alla Storia.

Testimonianze del nostro passato raccolte pazientemente su un foglio, LA TORRE, fondato nel 1905 dall’entusiasmo di un giovinetto, tale Luigi Sorrentino da Torre del Greco, non ancora maggiorenne, con difficoltà persino a firmarlo. La passione per il suo unico figlio, questo Foglio, accompagnò poi il commendatore Sorrentino sino alla morte con il dilemma: Chi sarebbe stato il prosecutore della sua opera, a chi lasciare l’eredità del Giornale?

Tempo, Spazio, Uomini. Se si pensa che Torre del Greco 10.000 anni fa era una splendida macchia verdeazzura fra terra-cielo-mare; sono stati gli uomini.a trasformarla e ad affollarla, a costruirla inverosimilmente sin quasi dentro il cratere, a renderla accessibile e …in-accessibile a un tempo.

LA TORRE, da storico, conme onda marina, riporta ai nati dopo, quelle che erano lotte, fatiche, ambizioni, invenzioni, viaggi, avventure e tradizioni dei padri. Ma anche quale era la terra natìa, la conformazion di vie, vicoli e bassi, di case dalle volte a botte, di coste mozzafiato, di pinete e vitigni dorati sui pendii dominati da messeur Vesèvo.Sfogliando il giornale a ritroso nel tempo, La Torre diventa una completa moviola retrospettiva.

Di qui la preziosità della raccolta di vicende di vita collettiva e l’aspetto scomparso della terra amata, di chi la custodiva ma a volte la sfruttava secondo fini particolaristici stravolgendone i connotati. Se i protagonisti della vita cittadina dei primi del ‘900 avessero a rivisitare le stesse zone nello stato attuale, di certo ne rimpiangerebbero l’antico stato di grazia.

Non c’è stato nella storia del periodico,. avvicendamento di Editori e Direttori. La Torre è sempre appartenuta alla famiglia Sorrentino. Noi ne raccogliemmo nell’agosto 1965 l’eredità da zio Luigi e, si può dire, fu subito ossessione. Essendo cambiati tempora e mores, uomini e stili di vita, riuscimmo a coinvolgere l’intellighentia della città, cari amici quali il regista Gennaro Vitiello, che poco dopo fondava a Napoli il primo osannato teatro sperimentale, il prof.Gennaro Di Cristo sotto lo pseudonimo di Massimo Landi , Raffaele Raimondo gli articoli del quale nascevano sul nostro giornale poi editi ne Gli Itinerari Torresi, (1973-77).

In seguito numerosi artisti e intellettuali fra cui: l’on.Adele Faccio, la filosofa Clementina Gily Reda diedero valido contributo a scambi d’opinioni. LA TORRE è fucina per giovani pubblicisti, oggi giornalisti su quotidiani nazionali: Stella Cervasio su La Repubblica, Riccardo Sorrentino su Il Sole 24 Ore, Fabio Scognamiglio su Il Denaro, altri a Il Mattino e Metropolis.
Le vicende belliche del ‘15-’18 e del Ventennale, dal ’20 alla II guerra mondiale del 1945, palpitanti, del periodo fascista, rendono questa memoria genuina, non toccata qual è, da ripensament critici, rivisitazioni e interpolazioni di cronisti e spesso ampollosi storici posteriori
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Senza l’esistenza de LA TORRE, la raccolta, concepita sin dal 1905 invero in maniera assai estrosa e all’avanguardia il che ne fa la vera differenza con le poche altre testate pur pregevoli affiancatesi per brevi periodi al periodico e legate per lo più alle fortune di Partiti, Torresi e Vesuviani avrebbero perduto la loro memoria storica: Cittadine agitate dai problemi di sempre, Vesuvio, Frane, Disastri e Calamità, e da Elezioni, Partito d’Azione, Mareggiate e Ruine, Sconci edilizi, Crisi e Caro Vivere, il Porto, l’Acqua, il Commercio, Amministrazioni carenti, il Carcere, Giustizia, Scuola, Crisi del Corallo. Dai Mosconi attraverso Nascite Fidanzamenti, Doni di Nozze esposti, Necrologi, Vari di Navi e Cantieri festanti nel Porto torrese, traspaiono i Costumi di un’epoca, di Famiglie locali. Ecco i Sovrani in visita a Torre per calamità ma anche per l’apertura del Preventorio o del Museo del Corallo. Nell’agosto 1907 presa di posizione a favore del Movimento Femminile in Italia a salvaguardia della Dignità della donna .Nel n.ro del 17 feb.1912 è persino riportato un Duello in piena regola con le sue ferite e i Padrini regolarmente blasonati.

Anche se in maniera fantasiosa, la Torre di zio Luigi ha sempre fatto della cultura la sua bandiera, e, come smaniosa di uscire dai confini all’epoca assai ristretti, con aperture e ironie che non ci si attenderebbe da un giornale di Provincia, se si considera che accademici e soloni dell’epoca tuonavano sui giornali nazionali contro le stramberie del futurismo. Si sollecitavano i lavori agli Scavi d’Ercolano, Poeti e narratori e persino una certa Ornella, 1^ poetessa fra uomini, trovavano accoglimento.E Note Letterarie, Cinematografiche, Teatrali dai: Teatro Garibaldi, Arena Tina Di Lorenzo, dai Cinema Savoia, Iris , Iride, ai quali negli anni ’50 si aggiunsero il Corallo e il Metropolitan, e Concerti, Arti Figurative,:Un intero Editoriale dedicato alla morte di Giosuè Carducci, e nel 1908, il delizioso articolo sulle pose di D’Annunzio ironizzate nel romanzo di Marinetti Le dieux s’en vout, D’Annunzie reste e l’inno al futurismo e ai versi di Marinetti in La Ville Charnelle. La colonia torrese emigrata all’estero e negli USA trovava e trova ancora riferimento ne LA Torre, il cui arrivo è atteso con trepidazione.Con essa zio Luigi faceva, fra l’altro, scambio oltre che di notizie, di…francobolli, di cui possedeva una variegata collezione.

Resta anche per noi che abbiamo due figli reali oltre LA TORRE, ma lontani, aperto il dilemma del 1^ direttore: A chi l’eredità del giornale della Città? Ché di un periodico libero e amato non se ne faccia uno strumento bieco e asservito.
                                            I DIRETTORI
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