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IL
POSTO DI LAVORO
Sparirebbe in massima parte la
micro criminalità e la diffusione della droga se i giovani
fossero occupati in decoroso lavoro a soddisfare le proprie
esigenze e quelle delle famiglie da formare.
Se le istituzioni pubbliche spinte dalle imprese private,
ponessero tra i fini primari e tra i loro compiti, il lavoro, la
collettività sarebbe più civile, la vita meno delinquenziale.
Il perché del preambolo è nell’articolo di spalla di questa
stessa pagina. In esso una casata di antichi armatori vuol dare
una mano acché la tradizione marinara di più esperti
navigatori del Mediterraneo, quella dei torresi, non venga a
sparire con l’estinsione progressiva della frequenza degli
allievi dell’Istituto Nautico di Torre del Greco.
L’impegno dei D’Amato è pienamente condiviso dagli armatori
Bottiglieri e della D’Amato Navigazione. Questi anche con il
capitano Michele, pronti a elargire borse di studio agli allievi
diplomandi e diplomati.
E’ chiaro che gli sforzi dell’Assocoral e dei suoi
sostenitori, va nello stesso senso di marcia: continuare a
vivificare il tradizionale lavoro dell’incisione del corallo e
del cammeo che hanno fatto di Torre il centro mondiale di
produzione di grande lustro.
Nello specifico, concentrare a Torre le scuole d’arte per gli
allievi futuri maestri dell’incisione è la premessa
essenziale per allargare maggiormente i posti di lavoro con
artefici prestigiosi e con non poco reddito.
L’UNIVERSITA’
E IL CENTRO CORALLARO NEI MOLINI MARZOLI E LA CORSA AGLI UFFICI
ANAGRAFICI COMUNALI SONO COMPATIBILI?
Nella storia di Torre si è in
attesa di uno studio cronologico di quei sindaci e
amministratori comunali che dal 1950 hanno permesso l’assalto
e il degrado della città.
Non vorremmo che nell’ elenco rientrasse anche l’attuale
amministrazione Del Giudice, in quanto nessuna voce finora si è
alzata dai Consiglieri Comunali ad esprimere parere favorevole
di destinare strutture in trasformazione per cui si spendono
miliardi, al mondo del corallo e simili e alla corsa a mare
della popolazione per ottenere un diploma.
Sorge spontaneo nei più: Perché gli stessi uffici anagrafici
sempre allocati nel palazzo di città a Largo Plebiscito, il
cosiddetto Castello Baronale, non vengano ospitati nello storico
edificio? Se c’è spazio ancora, i locali disponibili dell’attuale
Municipio a via De Gasperi, a La Salle, potrebbero bene ospitare
parte di quegli uffici che sprovvedutamente si vogliono
destinare nella marina periferica.
POST
ELEZIONI
I 4 nativi al nuovo Parlamento
sono Ciro Borriello, Luigi Marino, Nello Formisano e Ciro
Falanga. Torre è rappresentata altresì dall’on. Girfatti e
Giuseppe Scalera votati nel nostro collegio.
Anche se c’è stata molta delusione per la non elezione del
già parlamentare e sottosegretario al governo, on. Raffaele
Cananzi. I sei eletti, dovranno farsi le ossa dopo aver preso
affannosamente casa a Roma, per poter concretamente
rappresentare la nostra città.
Non sappiamo con quale esito perché oltre a tentare di unirsi
nonostante le divisioni politiche per predisporre un progetto
pratico esecutivo per lo sviluppo e il benessere di Torre e dell’aria
vesuviana. Senza questa concretezza, i nostri parlamentari
saranno sempre tacciati da piagnoni e isolati nel chiedere e per
problemi troppo localistici e fumosi.
Questa opinione è tanto diffusa sin dai tempi del pres. Enrico
De Nicola e fondata. Questi si lagnava con il non dimenticato
già ministro on. Crscenzo Mazza, che dalle nostre parti non
veniva mai presentato al governo di piano dettagliato concreto,
cosiddetto cantierabile di opere essenziali da compiere.
VILLA
DE NICOLA
E VILLA MACRINA,
CHI PAGA?
Sono in piena attività le
ristrutturazioni a via Tironi della già residenza del capo
provvisorio dello Stato che prediligeva quella dimora torrese.
Fino a qualche anno fa la villa aveva un custode giardiniere
nostro concittadino che la preservava da assalti esterni. La
mancanza di custodia, in seguito, ha provocato se non si erra,
danni per miliardi.
Il discorso si ripete con
villa Macrina a via Nazionale acquistata con un miliardo e mezzo
e non preservata, anzi abbandonata a se stessa. Conseguenza, per
rimetterla in sesto di parla di quasi dieci miliardi. Chi paga?
UNO
SGUARDO ALL’OSPEDALE MARESCA E UNO Al BOTTAZZI
Lo stato non edificante delle
strutture dell’Ospedale Maresca, sorto in piena zona vulcanica
di Montedoro, oltre a godere di uno studendo verde e di ideale
clima, è afflitto da progressivo imbarbarimento nelle
strutture: basta frequentare i locali terranei dello stesso per
convincersene. Ma non c’è nessun responsabile? Possibile che
i dirigenti siano ciechi?
Nessun commento se non che il nostrio comune dovrebbe
intervenire come quelli dei paesi confinanti che dovrebbero
godere di questo complesso ospedaliero.
Non ci si venga a dire di conflitti di competenza. Uno degli
scopi primari di un’amministrazione pubblica comunale, è
quella di migliorare i servizi, tutti, per rendere decente il
proprio territorio con la popolazione residente.
IL
MARE NON BAGNA TORRE.
GLI
ARENILI SPARISCONO
Sono colpevoli? Chi ? La
Regione Campania, l’Amministrazione Provinciale, la
Capitaneria di Porto, il Comune di Torre del Greco?
Nessuno sa con certezza chi è competente per la disciplina, la
regolamentazione dei litorali. (leggi a pag. l’intervista al
comandante della Capitaneria di Porto torrese dr. Minotauro) Noi
parliamo di quello di Torre ove, per tassativo divieto di
balneazione, i concittadini non possono godere delle acque dello
splendido golfo.
Però oggi come oggi, a mare, nelle tradizionali spiagge, è
tutto un assalto, di fabbriche e di legno, che non ti fanno
vedere un metro di arenile e di mare, così si degrada sempre
più la città rendendo un brutto servigio e alla collettività
e agli imprenditori del settore che potrebbero ben installare
funzionali e decorose strutture.
MEDAGLIE D’ONORE
PER LUNGA NAVIGAZIONE
692 medaglie d’oro, corrispondenti a un
minimo di 20 anni di navigazione effettiva, 44 d’argento, (15
anni di navigazione) 11 di bronzo,( 10 anni) saranno assegnate
ulteriormente ad altrettanti marittimi del Compartimento di
Torre del Greco, il che rende l’idea di quanto la vita, la
cultura e l’economia della cittadina vesuviana siano
intrecciate al mare e alle sue risorse.
Dagli archivi della Capitaneria di Torre
energe che nell’arco di ben 18 anni, dal 1983, risultano
inviate complessive 548 medaglie d’onore. Eccezionale, dunque,
il provvedimento odierno del Ministero Trasporti e Navigazione
che ha abbreviato le pratiche giacenti presso il competente
Ministero per soddisfare le aspettative di innumerevoli
cittadini. Lo stanziamento straordinario della legge finanziaria
per l’anno 2001 ha consentito la coniazione di migliaia di
medaglie d’onore a livello nazionale, azzerando lavoro
arretrato e tempi d’attesa per i cittadini che presentano le
relative istanze.Gli elenchi dei marittimi interessati saranno
affissi nei relativi albi comunali, dove gli interessati ne
prenderanno visione.
Sarà cura della Capitaneria di Porto al
momento della ricezione delle medaglie, convocarli per le
pratiche preliminari e la successiva consegna di esse.
PREDICATORI
IN MUTANDE
Tutto iniziò nel 19992/3 tra dicembre e
gennaio, quando 4 ragazzi decisero di formare una band. Nel giro
di 2/6 mesi tutti e 4 avevano il proprio strumento pur senza
avere la minima idea di come si usasse. Il nome dell’
ambizioso progetto che si proponeva di rivoluzionare il concetto
di gruppo "sfigato" fu: " THE PISCOMA", un
nome che evocava un concetto di nuova gestione; PI come Pinto;
SCO come Scognamiglio; MA come Mazza ovvero i due fratelli
Mazza. Iniziamo da costoro: Marcello.
Gli attuali The preachers in formazione erano
Cotequino (fin all'ora Gaetano) che suonava la tastiera solo e
Satanaso (Paolo) che aveva scelto il basso per mancanza d'altro
e per imposizione del padre. Dopo circa 5 prove il repertorio
era così composito: -The wall -La mia banda suona il rock, -Con
le mani, -Come mai, -Imagine, e un blues con una serie di assoli...
le cose però non andavano proprio bene, infatti la
disgregazione della prestigiosa band cominciò quando il
chitarrista decise di lasciare il gruppo… è a questo punto
che subentrò Nasaux (Enrico) che si accordava molto bene con il
resto della band. I successivi impegni scolastici di Massimo
lasciarono vacante il ruolo di batterista che fu preso di
sprovvista da Cotequino… E il trio fu.
E a questo punto avviene nel gruppo una
sostanziale trasformazione. Ascoltando Beach Boys, Pixies, MC5,
Zappa Frank, Zappa Gaetano e miscelando il tutto con le
sonorità tipiche dello Zecchino d'Oro, i nostri cominciano a
esprimere il loro estro in giro per l'Italia, ed hanno al loro
attivo diversi anni di esperienze LIVE, dove si presentano
immancabilmente vestiti con tuniche da preti che durante il
concerto lasciano spazio ai completini intimi stile
"Colombia" di Cotequiño ( il batterista ), alle
mutande dorate o multicolor di Satanaso (il bassista) - e ai
vari perizoma del cantante e chitarrista Nasaux. Hanno suonato
con gruppi guida della musica indipendente mondiale quali i MAKE
UP di Ian Svenonious, gli OLD TIME RELIJUN di Arrington De
Dyonyso (entrambi della scuderia K Records dell' ex Beat
Happening CALVIN JOHNSON), sono stati invitati da RED RONNIE a
suonare alla seconda puntata di HELP andata in onda il 24
Ottobre 2000, hanno accompagnato in tour anche i nu-beat PIRATI,
sono stati selezionati tra più di 200 gruppi per suonare al SIX
DAYS SONIC MADNESS e annoverano tra i loro più accaniti fans
GIGINO E' SEMPRE UN AMICO, il principe della porchetta nonché
re del liscio . Da poco é uscito il loro primo EP al quale
seguirà una lunga tournee in giro per l'Italia.
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LETTERA
AL DIRETTORE
Quanto ancora dobbiamo aspettare?
Egregio Direttore,
sono una assidua lettrice del giornale
"LA TORRE". A nome degli eredi del fabbricato
ricostruito a Vc. Giardino Trotto n. 20 vorrei che Lei
publicasse le nostre proteste per portare a conoscenza della
cittadinanza come si comportano i dirigenti di Torre.
Mia madre aveva un piccolo appartamento
dentro il suddetto edificio, il terremoto del 1980 lo lesionò
tanto che fu abbattuto.
Dopo alcuni anni è stato ricostruito con i
soldi dello Stato allo scopo di dare la casa a tutti quelli che
l’avevano persa.
Ora, che trascorsi più di 20 anni, lo
stabile è finito da anni, non si decidono ad assegnare agli
eredi gli alloggi come stabilito dalla legge. Non fanno altro
che chiedere soldi senza prima assegnarli e registrarli al
catasto, nonostante le ripetute proteste fatte al Comune.
A nome di tutti gli eredi Le siamo
riconoscenti e ringraziamo.
Cronaca
di una
giornata storica
Clelia
Sorrentino
Conferenza 8 maggio 2001. Comune di
Torre del Greco: Gran giorno e sovraeccitazione per il
protocollo d’intesa del sospirato Polo Orafo,
ratificato il giorno precedente alla Regione di Napoli,
in piena bagarre elettorale, a favore delle aziende
produttive di Borgo Orefici, di Torre del Greco e il
Tarì di Marcianise.
Primo passo, l’insediamento torrese,
che se non intervengono intoppi burocratici,
personalismi e infiltrazioni speculative, destinato a
non gettare alle ortiche intuiti e sudori dei padri, a
non disperdere tradizioni "sacre" e
"intoccabili" della Città.
Il progetto prevede insediamento di
laboratori da porre in qualsiasi area fra Enti locali e
imprenditori. La Regione Campana valuterà velocizzando
le difficiltà in materia urbanistica. Gli imprenditori
indicheranno iniziative collaterali di supporto ai
Centri Storici individuati per l’insediamento. -La
presenza del Comune è disponibilità e concertazione
per tutti gli artigiani assieme e collaborazione per
salvare un patrimonio comune – invita l’assai
provato Sindaco avv. Del Giudice. E l’on. Scalera- Il
protocollo d’intesa è apertura di un processo che
prevede la partecipazione di tutti gli attori a un unico
tavolo di concertazione.-
150 giorni e 19mila miliardi, ultima
possibilità da non perdere- è l’on. Cananzi
che parla- di un’intesa
pubblico-privata per riqualificare il Centro Storico
torrese in maniera forte.-
Nell’economia campana, anche Torre
contribuirà acché l’Italia nel 2006 non venga
considerata aria depressa? Basta volerlo,
fortissimamente volerlo, costruire, guardare avanti
senza inutili recriminazioni. Che tutti agevolino il
compimento di quest’opera che è patrimonio della
Città, dalla quale tutti trarremo benefici e non solo
economici. Se siamo una città di commercianti, una
volta tanto, alla grande, investiamo sulla città che
finora abbiamo solo depredata e che ce ne ha date di
soddisfazioni, e non solo in immagine, basta guardare
alle tante e consolidate "fortune"torresi !
Il pres.Assocoral, Mauro Ascione che
ha firmato il protocollo d’intesa con Regione e
Province di Napoli e Caserta, ha chiesto alla Pro Loco
di Torre collaborazione per il censimento di tutti gli
orafi e di aziende e consorzi che vorranno insediarsi
nel nascente Polo Torrese e un numero speciale a LA
TORRE di aggiornamento a nome di Assocoral.
Al
prossimo n.ro: Eravamo
80, dannati e forti, siam sparpagliati, ma non siam
morti,resoconto di un consorzio torrese che, seppur
ridotto, a seguito delle note vicissitudini che ha fatto
cambiar mestiere a chi è "uscito dal gruppo pe ‘a
campata, sarebbe ben felice di "rientrare a
casa"
VESUVIANI
IN THE WORLD
Auguroni di cuore da Torre a PATRIZIA
e a CAMILLA
fior fiore di bambina
E’
nata da italiani lei di Torre del Greco, lui romano, all’Ospedale
Down-Down di New York, CAMILLA il 20 aprile scorso.
Entrambi i genitori, Stefano Riccioletti e Patrizia
Pesce lavorano a New York. Patrizia a sua volta è
figlia di Mario Pesce e Nunzia Ebardi e la sua
emigrazione non è stata dettata da bisogni economici,
bensì da voglia d’evazione e di conoscenza.
Subito
dopo esserrsi laureata in scienze politiche alle
Orientali di Napoli, ha lavorato da manager prima nel
celebre ristorante, il San Domenico del suo affezionato
parente Tony May, e in altri.
Per
ora, da vesuviana verace, si ninna e coccola la sua
pupetta, poi si vedrà.( Con foto di madre e figlia)
A
Portici l’Istituto Landriani tra tradizione e
innovazione
Non
è facile oggi trovare una scuola che custodisca
gelosamente il patrimonio della tradizione e,
contemporaneamente, ottemperi alle nuove esigenze
dettate dalla "rivoluzione" dell’autonomia
scolastica. In questo senso l’Istituto "Landriani"
di Portici dei Padri Scolopi costituisce un unicum sul
territorio. Inaugurato nell’anno scolastico 1906-1907,
è il più antico liceo classico, e la più antica
scuola superiore dei comuni Vesuviani, quella che può
vantare di avere annoverato tra le sue fila il maggior
numero di allievi "illustri". Insignito della
Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della
Cultura e dell’Arte in occasione dell’ottantesimo
anniversario, l’Istituto continua a riscuotere
consensi e a raccogliere attestazioni di stima.
Con
decreto del Ministero Pubblica Istruzione del dicembre
scorso è stato, infatti, dichiarato Scuola Paritaria,
garanzia dell’alto livello qualitativo dell’offerta
formativa proposta ad allievi e famiglie.
L’Istituto
che appartiene all’ordine delle Scuole Pie, si ispira
al messaggio evangelico e all’opera educativa di San
Giuseppe Calasanzio, ideatore e fondatore nel 1597 della
prima scuola popolare gratuita in Europa, in anticipo di
oltre due secoli sull’istruzione popolare pubblica. Il
motto Calasanziano "Pietà e Lettere" è
divenuto il tratto distintivo dei Padri Scolopi, i primi
a dedicare il proprio operato esclusivamente all’educazione
dei ragazzi, specie quelli più poveri e disagiati.
In
queste due parole si esprime appieno quella forma di
evangelizzazione, peculiare della scuola Calasanziana,
che si attua attraverso stretta interrelazione con
istruzione e cultura e fattiva collaborazione tra Padri,
docenti, famiglie, mirante a raggiungere la formazione
integrale dei ragazzi. La scuola sollecita nei ragazzi
la formazione di uno spirito critico, in grado di
decodificare i messaggi che giungono dalla società e
dai mezzi di comunicazione, grazie anche al continuo
aggiornamento del personale docente e a metodologie
didattiche innovative, e dei programmi.
La
pedagogia Calasanziana prevede che una puntuale
attenzione sia dedicata agli allievi in difficoltà per
i quali i docenti approntano strategie didattiche
mirate, strutturate in attività di recupero e
potenziamento.
Punto
di forza della scuola è la centralità dell’allievo:
è lui il fulcro degli interventi di istruzione e
formazione, nell’ottica non del semplice trasferimento
di un bagaglio culturale, ma di armonico sviluppo,
obiettivo che si raggiunge attraverso attività
curricolari, extra-curricolari e laboratoriali,
catechesi. Oltre ad assicurare il puntuale svolgimento
delle attività scolastiche, la scuola punta sulle
attività integrative: dai corsi di educazione stradale,
alle visite guidate a siti storico-artistici rilevanti,
dalle iniziative di volontariato e di raccolta fondi per
associazioni benefiche all’organizzazione di tornei
sportivi, dalla partecipazione a progetti di respiro
europeo come il Progetto Comenius, ai corsi di
informatica, dalla produzione di ipertesti per il Web
all’osservazione astronomica. Da segnalare l’insegnamento
della lingua inglese al triennio, una scelta al passo
con i tempi, che adegua gli standard del liceo classico
a quelli delle altre scuole superiori che prevedono l’insegnamento
della lingua straniera in tutti e cinque gli anni. Per l’orientamento
universitario e professionale: un’equipe di docenti
organizza uscite didattiche finalizzate, seminari,
conferenze, onde consentire di sviluppare al meglio le
diverse potenzialità. Ruolo essenziale, svolgono le
attività di socializzazione: rappresentazioni teatrali,
lezioni di musica e canto, cineforum, momenti di vita
religiosa come le Giornate Calasanziane e di Convivenza.
Feste e momenti ludici sono altrettante occasioni per
favorire la crescita umana e spirituale dei ragazzi, per
arricchire rapporti interpersonali e ripensarli in una
chiave più piena e consapevole, per consentire agli
allievi con problemi relazionali, di inserirsi appieno
nella vita di gruppo, sentendosi "accolti".
Con
queste iniziative la scuola si apre al territorio
intrecciando un rapporto proficuo con le altre
istituzioni e apre al territorio i suoi tesori
artistici.
L’Istituto
è ospitato in una meravigliosa Villa Vesuviana del ‘700,
perfettamente conservata e circondata da uno dei rari
angoli verdi della costa vesuviana, un rigoglioso
giardino amorevolmente curato. Accanto ai gioielli dell’arte,
quelli della moderna tecnologia, a disposizione degli
allievi ci sono un’aula di informatica con
allacciamento ad Internet, laboratorio multimediale con
videoteca, sala proiezioni, gabinetto scientifico con
annesso museo mineralogico, biblioteca con sezione
antica e moderna, aula magna per incontri e
manifestazioni, sala mensa, palestra coperta e numerosi
spazi all’aperto per calcio, basket, pattinaggio,
volley.
Giovanna
Mignano
DI
NUOVO VILLA
DELLE TERRAZZE
Dopo la ristrutturazione dell’edificio,
non ci si è preso cura dello splendido giardino antistante con
le strutture ora abbandonate e prive delle derubate maioliche
fiorite. Un’opera incompiuta. Chi si bea della
ristrutturazione effettuata e mal destinata ( sottratta all’uso
pubblico), vi ponga mano: se non si è capaci, si passi… la
mano. Qui sotto, la bella immagine del giardino che ha dato nome
alla struttura.
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