N. 17 - 18 marzo 2006             Sta come Torre ferma che non crolla già mai la cima per soffiar dei venti

Direttore responsabile: Salvatore Accardo
 Direttore editoriale: Clelia Sorrentino

Spazio autogestito. Il sito Torreomnia declina ogni responsabilità relativa al contenuto del giornale.  

IL POSTO DI LAVORO

Sparirebbe in massima parte la micro criminalità e la diffusione della droga se i giovani fossero occupati in decoroso lavoro a soddisfare le proprie esigenze e quelle delle famiglie da formare.
Se le istituzioni pubbliche spinte dalle imprese private, ponessero tra i fini primari e tra i loro compiti, il lavoro, la collettività sarebbe più civile, la vita meno delinquenziale.
Il perché del preambolo è nell’articolo di spalla di questa stessa pagina. In esso una casata di antichi armatori vuol dare una mano acché la tradizione marinara di più esperti navigatori del Mediterraneo, quella dei torresi, non venga a sparire con l’estinsione progressiva della frequenza degli allievi dell’Istituto Nautico di Torre del Greco.
L’impegno dei D’Amato è pienamente condiviso dagli armatori Bottiglieri e della D’Amato Navigazione. Questi anche con il capitano Michele, pronti a elargire borse di studio agli allievi diplomandi e diplomati.
E’ chiaro che gli sforzi dell’Assocoral e dei suoi sostenitori, va nello stesso senso di marcia: continuare a vivificare il tradizionale lavoro dell’incisione del corallo e del cammeo che hanno fatto di Torre il centro mondiale di produzione di grande lustro.
Nello specifico, concentrare a Torre le scuole d’arte per gli allievi futuri maestri dell’incisione è la premessa essenziale per allargare maggiormente i posti di lavoro con artefici prestigiosi e con non poco reddito.

L’UNIVERSITA’ E IL CENTRO CORALLARO NEI MOLINI MARZOLI E LA CORSA AGLI UFFICI ANAGRAFICI COMUNALI SONO COMPATIBILI?

Nella storia di Torre si è in attesa di uno studio cronologico di quei sindaci e amministratori comunali che dal 1950 hanno permesso l’assalto e il degrado della città.
Non vorremmo che nell’ elenco rientrasse anche l’attuale amministrazione Del Giudice, in quanto nessuna voce finora si è alzata dai Consiglieri Comunali ad esprimere parere favorevole di destinare strutture in trasformazione per cui si spendono miliardi, al mondo del corallo e simili e alla corsa a mare della popolazione per ottenere un diploma.
Sorge spontaneo nei più: Perché gli stessi uffici anagrafici sempre allocati nel palazzo di città a Largo Plebiscito, il cosiddetto Castello Baronale, non vengano ospitati nello storico edificio? Se c’è spazio ancora, i locali disponibili dell’attuale Municipio a via De Gasperi, a La Salle, potrebbero bene ospitare parte di quegli uffici che sprovvedutamente si vogliono destinare nella marina periferica.

POST ELEZIONI

I 4 nativi al nuovo Parlamento sono Ciro Borriello, Luigi Marino, Nello Formisano e Ciro Falanga. Torre è rappresentata altresì dall’on. Girfatti e Giuseppe Scalera votati nel nostro collegio.
Anche se c’è stata molta delusione per la non elezione del già parlamentare e sottosegretario al governo, on. Raffaele Cananzi. I sei eletti, dovranno farsi le ossa dopo aver preso affannosamente casa a Roma, per poter concretamente rappresentare la nostra città.
Non sappiamo con quale esito perché oltre a tentare di unirsi nonostante le divisioni politiche per predisporre un progetto pratico esecutivo per lo sviluppo e il benessere di Torre e dell’aria vesuviana. Senza questa concretezza, i nostri parlamentari saranno sempre tacciati da piagnoni e isolati nel chiedere e per problemi troppo localistici e fumosi.
Questa opinione è tanto diffusa sin dai tempi del pres. Enrico De Nicola e fondata. Questi si lagnava con il non dimenticato già ministro on. Crscenzo Mazza, che dalle nostre parti non veniva mai presentato al governo di piano dettagliato concreto, cosiddetto cantierabile di opere essenziali da compiere.

 

VILLA DE NICOLA
E VILLA MACRINA,
CHI PAGA?

Sono in piena attività le ristrutturazioni a via Tironi della già residenza del capo provvisorio dello Stato che prediligeva quella dimora torrese. Fino a qualche anno fa la villa aveva un custode giardiniere nostro concittadino che la preservava da assalti esterni. La mancanza di custodia, in seguito, ha provocato se non si erra, danni per miliardi.

Il discorso si ripete con villa Macrina a via Nazionale acquistata con un miliardo e mezzo e non preservata, anzi abbandonata a se stessa. Conseguenza, per rimetterla in sesto di parla di quasi dieci miliardi. Chi paga?

 

UNO SGUARDO ALL’OSPEDALE MARESCA E UNO Al BOTTAZZI

Lo stato non edificante delle strutture dell’Ospedale Maresca, sorto in piena zona vulcanica di Montedoro, oltre a godere di uno studendo verde e di ideale clima, è afflitto da progressivo imbarbarimento nelle strutture: basta frequentare i locali terranei dello stesso per convincersene. Ma non c’è nessun responsabile? Possibile che i dirigenti siano ciechi?
Nessun commento se non che il nostrio comune dovrebbe intervenire come quelli dei paesi confinanti che dovrebbero godere di questo complesso ospedaliero.
Non ci si venga a dire di conflitti di competenza. Uno degli scopi primari di un’amministrazione pubblica comunale, è quella di migliorare i servizi, tutti, per rendere decente il proprio territorio con la popolazione residente.

 

IL MARE NON BAGNA TORRE.

GLI ARENILI SPARISCONO

Sono colpevoli? Chi ? La Regione Campania, l’Amministrazione Provinciale, la Capitaneria di Porto, il Comune di Torre del Greco?
Nessuno sa con certezza chi è competente per la disciplina, la regolamentazione dei litorali. (leggi a pag. l’intervista al comandante della Capitaneria di Porto torrese dr. Minotauro) Noi parliamo di quello di Torre ove, per tassativo divieto di balneazione, i concittadini non possono godere delle acque dello splendido golfo.
Però oggi come oggi, a mare, nelle tradizionali spiagge, è tutto un assalto, di fabbriche e di legno, che non ti fanno vedere un metro di arenile e di mare, così si degrada sempre più la città rendendo un brutto servigio e alla collettività e agli imprenditori del settore che potrebbero ben installare funzionali e decorose strutture.

MEDAGLIE D’ONORE PER LUNGA NAVIGAZIONE

692 medaglie d’oro, corrispondenti a un minimo di 20 anni di navigazione effettiva, 44 d’argento, (15 anni di navigazione) 11 di bronzo,( 10 anni) saranno assegnate ulteriormente ad altrettanti marittimi del Compartimento di Torre del Greco, il che rende l’idea di quanto la vita, la cultura e l’economia della cittadina vesuviana siano intrecciate al mare e alle sue risorse.

Dagli archivi della Capitaneria di Torre energe che nell’arco di ben 18 anni, dal 1983, risultano inviate complessive 548 medaglie d’onore. Eccezionale, dunque, il provvedimento odierno del Ministero Trasporti e Navigazione che ha abbreviato le pratiche giacenti presso il competente Ministero per soddisfare le aspettative di innumerevoli cittadini. Lo stanziamento straordinario della legge finanziaria per l’anno 2001 ha consentito la coniazione di migliaia di medaglie d’onore a livello nazionale, azzerando lavoro arretrato e tempi d’attesa per i cittadini che presentano le relative istanze.Gli elenchi dei marittimi interessati saranno affissi nei relativi albi comunali, dove gli interessati ne prenderanno visione.

Sarà cura della Capitaneria di Porto al momento della ricezione delle medaglie, convocarli per le pratiche preliminari e la successiva consegna di esse.

 

PREDICATORI IN MUTANDE

Tutto iniziò nel 19992/3 tra dicembre e gennaio, quando 4 ragazzi decisero di formare una band. Nel giro di 2/6 mesi tutti e 4 avevano il proprio strumento pur senza avere la minima idea di come si usasse. Il nome dell’ ambizioso progetto che si proponeva di rivoluzionare il concetto di gruppo "sfigato" fu: " THE PISCOMA", un nome che evocava un concetto di nuova gestione; PI come Pinto; SCO come Scognamiglio; MA come Mazza ovvero i due fratelli Mazza. Iniziamo da costoro: Marcello.

Gli attuali The preachers in formazione erano Cotequino (fin all'ora Gaetano) che suonava la tastiera solo e Satanaso (Paolo) che aveva scelto il basso per mancanza d'altro e per imposizione del padre. Dopo circa 5 prove il repertorio era così composito: -The wall -La mia banda suona il rock, -Con le mani, -Come mai, -Imagine, e un blues con una serie di assoli... le cose però non andavano proprio bene, infatti la disgregazione della prestigiosa band cominciò quando il chitarrista decise di lasciare il gruppo… è a questo punto che subentrò Nasaux (Enrico) che si accordava molto bene con il resto della band. I successivi impegni scolastici di Massimo lasciarono vacante il ruolo di batterista che fu preso di sprovvista da Cotequino… E il trio fu.

E a questo punto avviene nel gruppo una sostanziale trasformazione. Ascoltando Beach Boys, Pixies, MC5, Zappa Frank, Zappa Gaetano e miscelando il tutto con le sonorità tipiche dello Zecchino d'Oro, i nostri cominciano a esprimere il loro estro in giro per l'Italia, ed hanno al loro attivo diversi anni di esperienze LIVE, dove si presentano immancabilmente vestiti con tuniche da preti che durante il concerto lasciano spazio ai completini intimi stile "Colombia" di Cotequiño ( il batterista ), alle mutande dorate o multicolor di Satanaso (il bassista) - e ai vari perizoma del cantante e chitarrista Nasaux. Hanno suonato con gruppi guida della musica indipendente mondiale quali i MAKE UP di Ian Svenonious, gli OLD TIME RELIJUN di Arrington De Dyonyso (entrambi della scuderia K Records dell' ex Beat Happening CALVIN JOHNSON), sono stati invitati da RED RONNIE a suonare alla seconda puntata di HELP andata in onda il 24 Ottobre 2000, hanno accompagnato in tour anche i nu-beat PIRATI, sono stati selezionati tra più di 200 gruppi per suonare al SIX DAYS SONIC MADNESS e annoverano tra i loro più accaniti fans GIGINO E' SEMPRE UN AMICO, il principe della porchetta nonché re del liscio . Da poco é uscito il loro primo EP al quale seguirà una lunga tournee in giro per l'Italia.

LETTERA
AL DIRETTORE

Quanto ancora dobbiamo aspettare?

Egregio Direttore,

sono una assidua lettrice del giornale "LA TORRE". A nome degli eredi del fabbricato ricostruito a Vc. Giardino Trotto n. 20 vorrei che Lei publicasse le nostre proteste per portare a conoscenza della cittadinanza come si comportano i dirigenti di Torre.

Mia madre aveva un piccolo appartamento dentro il suddetto edificio, il terremoto del 1980 lo lesionò tanto che fu abbattuto.

Dopo alcuni anni è stato ricostruito con i soldi dello Stato allo scopo di dare la casa a tutti quelli che l’avevano persa.

Ora, che trascorsi più di 20 anni, lo stabile è finito da anni, non si decidono ad assegnare agli eredi gli alloggi come stabilito dalla legge. Non fanno altro che chiedere soldi senza prima assegnarli e registrarli al catasto, nonostante le ripetute proteste fatte al Comune.

A nome di tutti gli eredi Le siamo riconoscenti e ringraziamo.

Cronaca di una
giornata storica

Clelia Sorrentino

Conferenza 8 maggio 2001. Comune di Torre del Greco: Gran giorno e sovraeccitazione per il protocollo d’intesa del sospirato Polo Orafo, ratificato il giorno precedente alla Regione di Napoli, in piena bagarre elettorale, a favore delle aziende produttive di Borgo Orefici, di Torre del Greco e il Tarì di Marcianise.

Primo passo, l’insediamento torrese, che se non intervengono intoppi burocratici, personalismi e infiltrazioni speculative, destinato a non gettare alle ortiche intuiti e sudori dei padri, a non disperdere tradizioni "sacre" e "intoccabili" della Città.

Il progetto prevede insediamento di laboratori da porre in qualsiasi area fra Enti locali e imprenditori. La Regione Campana valuterà velocizzando le difficiltà in materia urbanistica. Gli imprenditori indicheranno iniziative collaterali di supporto ai Centri Storici individuati per l’insediamento. -La presenza del Comune è disponibilità e concertazione per tutti gli artigiani assieme e collaborazione per salvare un patrimonio comune – invita l’assai provato Sindaco avv. Del Giudice. E l’on. Scalera- Il protocollo d’intesa è apertura di un processo che prevede la partecipazione di tutti gli attori a un unico tavolo di concertazione.-

150 giorni e 19mila miliardi, ultima possibilità da non perdere- è l’on. Cananzi

che parla- di un’intesa pubblico-privata per riqualificare il Centro Storico torrese in maniera forte.-

Nell’economia campana, anche Torre contribuirà acché l’Italia nel 2006 non venga considerata aria depressa? Basta volerlo, fortissimamente volerlo, costruire, guardare avanti senza inutili recriminazioni. Che tutti agevolino il compimento di quest’opera che è patrimonio della Città, dalla quale tutti trarremo benefici e non solo economici. Se siamo una città di commercianti, una volta tanto, alla grande, investiamo sulla città che finora abbiamo solo depredata e che ce ne ha date di soddisfazioni, e non solo in immagine, basta guardare alle tante e consolidate "fortune"torresi !

Il pres.Assocoral, Mauro Ascione che ha firmato il protocollo d’intesa con Regione e Province di Napoli e Caserta, ha chiesto alla Pro Loco di Torre collaborazione per il censimento di tutti gli orafi e di aziende e consorzi che vorranno insediarsi nel nascente Polo Torrese e un numero speciale a LA TORRE di aggiornamento a nome di Assocoral.

 


 

Al prossimo n.ro: Eravamo 80, dannati e forti, siam sparpagliati, ma non siam morti,resoconto di un consorzio torrese che, seppur ridotto, a seguito delle note vicissitudini che ha fatto cambiar mestiere a chi è "uscito dal gruppo pe ‘a campata, sarebbe ben felice di "rientrare a casa"

 

 

VESUVIANI
IN THE WORLD

Auguroni di cuore da Torre a PATRIZIA e a CAMILLA

fior fiore di bambina

E’ nata da italiani lei di Torre del Greco, lui romano, all’Ospedale Down-Down di New York, CAMILLA il 20 aprile scorso. Entrambi i genitori, Stefano Riccioletti e Patrizia Pesce lavorano a New York. Patrizia a sua volta è figlia di Mario Pesce e Nunzia Ebardi e la sua emigrazione non è stata dettata da bisogni economici, bensì da voglia d’evazione e di conoscenza.

Subito dopo esserrsi laureata in scienze politiche alle Orientali di Napoli, ha lavorato da manager prima nel celebre ristorante, il San Domenico del suo affezionato parente Tony May, e in altri.

Per ora, da vesuviana verace, si ninna e coccola la sua pupetta, poi si vedrà.( Con foto di madre e figlia)

A Portici l’Istituto Landriani tra tradizione e innovazione

Non è facile oggi trovare una scuola che custodisca gelosamente il patrimonio della tradizione e, contemporaneamente, ottemperi alle nuove esigenze dettate dalla "rivoluzione" dell’autonomia scolastica. In questo senso l’Istituto "Landriani" di Portici dei Padri Scolopi costituisce un unicum sul territorio. Inaugurato nell’anno scolastico 1906-1907, è il più antico liceo classico, e la più antica scuola superiore dei comuni Vesuviani, quella che può vantare di avere annoverato tra le sue fila il maggior numero di allievi "illustri". Insignito della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte in occasione dell’ottantesimo anniversario, l’Istituto continua a riscuotere consensi e a raccogliere attestazioni di stima.

Con decreto del Ministero Pubblica Istruzione del dicembre scorso è stato, infatti, dichiarato Scuola Paritaria, garanzia dell’alto livello qualitativo dell’offerta formativa proposta ad allievi e famiglie.

L’Istituto che appartiene all’ordine delle Scuole Pie, si ispira al messaggio evangelico e all’opera educativa di San Giuseppe Calasanzio, ideatore e fondatore nel 1597 della prima scuola popolare gratuita in Europa, in anticipo di oltre due secoli sull’istruzione popolare pubblica. Il motto Calasanziano "Pietà e Lettere" è divenuto il tratto distintivo dei Padri Scolopi, i primi a dedicare il proprio operato esclusivamente all’educazione dei ragazzi, specie quelli più poveri e disagiati.

In queste due parole si esprime appieno quella forma di evangelizzazione, peculiare della scuola Calasanziana, che si attua attraverso stretta interrelazione con istruzione e cultura e fattiva collaborazione tra Padri, docenti, famiglie, mirante a raggiungere la formazione integrale dei ragazzi. La scuola sollecita nei ragazzi la formazione di uno spirito critico, in grado di decodificare i messaggi che giungono dalla società e dai mezzi di comunicazione, grazie anche al continuo aggiornamento del personale docente e a metodologie didattiche innovative, e dei programmi.

La pedagogia Calasanziana prevede che una puntuale attenzione sia dedicata agli allievi in difficoltà per i quali i docenti approntano strategie didattiche mirate, strutturate in attività di recupero e potenziamento.

Punto di forza della scuola è la centralità dell’allievo: è lui il fulcro degli interventi di istruzione e formazione, nell’ottica non del semplice trasferimento di un bagaglio culturale, ma di armonico sviluppo, obiettivo che si raggiunge attraverso attività curricolari, extra-curricolari e laboratoriali, catechesi. Oltre ad assicurare il puntuale svolgimento delle attività scolastiche, la scuola punta sulle attività integrative: dai corsi di educazione stradale, alle visite guidate a siti storico-artistici rilevanti, dalle iniziative di volontariato e di raccolta fondi per associazioni benefiche all’organizzazione di tornei sportivi, dalla partecipazione a progetti di respiro europeo come il Progetto Comenius, ai corsi di informatica, dalla produzione di ipertesti per il Web all’osservazione astronomica. Da segnalare l’insegnamento della lingua inglese al triennio, una scelta al passo con i tempi, che adegua gli standard del liceo classico a quelli delle altre scuole superiori che prevedono l’insegnamento della lingua straniera in tutti e cinque gli anni. Per l’orientamento universitario e professionale: un’equipe di docenti organizza uscite didattiche finalizzate, seminari, conferenze, onde consentire di sviluppare al meglio le diverse potenzialità. Ruolo essenziale, svolgono le attività di socializzazione: rappresentazioni teatrali, lezioni di musica e canto, cineforum, momenti di vita religiosa come le Giornate Calasanziane e di Convivenza. Feste e momenti ludici sono altrettante occasioni per favorire la crescita umana e spirituale dei ragazzi, per arricchire rapporti interpersonali e ripensarli in una chiave più piena e consapevole, per consentire agli allievi con problemi relazionali, di inserirsi appieno nella vita di gruppo, sentendosi "accolti".

Con queste iniziative la scuola si apre al territorio intrecciando un rapporto proficuo con le altre istituzioni e apre al territorio i suoi tesori artistici.

L’Istituto è ospitato in una meravigliosa Villa Vesuviana del ‘700, perfettamente conservata e circondata da uno dei rari angoli verdi della costa vesuviana, un rigoglioso giardino amorevolmente curato. Accanto ai gioielli dell’arte, quelli della moderna tecnologia, a disposizione degli allievi ci sono un’aula di informatica con allacciamento ad Internet, laboratorio multimediale con videoteca, sala proiezioni, gabinetto scientifico con annesso museo mineralogico, biblioteca con sezione antica e moderna, aula magna per incontri e manifestazioni, sala mensa, palestra coperta e numerosi spazi all’aperto per calcio, basket, pattinaggio, volley.

Giovanna Mignano

DI NUOVO VILLA
DELLE TERRAZZE

Dopo la ristrutturazione dell’edificio, non ci si è preso cura dello splendido giardino antistante con le strutture ora abbandonate e prive delle derubate maioliche fiorite. Un’opera incompiuta. Chi si bea della ristrutturazione effettuata e mal destinata ( sottratta all’uso pubblico), vi ponga mano: se non si è capaci, si passi… la mano. Qui sotto, la bella immagine del giardino che ha dato nome alla struttura.