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Vico d' 'a Croce

U vico 
ra ‘ croce

La via Gluk di Torre del Greco

La targa viaria è "Via Gaetano DE BOTTIS", un sacerdote del ‘700 che diede molto a questa città . Ma il popolino l’ha sempre chiamato: "U vico ra croce", per una croce, appunto, che c’era all’angolo dell’edificio sul lato destro salendo.

All’età di nove anni sono andato ad abitare al ex civico 46 e dal balcone del mio 2° piano c’era una vista bellissima e panoramica del Vesuvio. Tempo fa, fino al 1794, questa strada e Via XX settembre erano un "vallone", che convogliava l’acqua piovana proveniente dal monte. Oggi si riversa durante le forti piogge da un cunicolo sulla destra provocando molti danni.
In estate affacciato dal balcone vedevo passare una signora di mezza età e un banda di ragazzini intorno. Era la signorina, sorella della Dottoressa Chiara Pico, che accompagnava al mare alla località " il laghetto " il nipote Sandro con gli amici, figlio della Dottoressa. Lei fù anche consigliere comunale del P. S .I.
Al laghetto andava anche un certo Carmine, che abitava più su; ricordo che scendeva per il vicolo con l’asciugamano sotto il braccio sinistro, pantaloncini corti e zoccoli ed era sempre abbronzato, con un passo elegante e disinvolto; salutava tutti agitando la mano destra e sorrideva. Ah, dimenticavo, quell’uomo si chiamava "A Carmnella".
Salendo la via da Piazza Luigi Palomba, vicino al mitico bar "Filippiello" c’era il banchetto di Cuccaro Antonio detto à Pummarola, intento a vendere le sigarette.

Poi sulla sinistra c’era l’officina " Riparazioni vespe e motocicli dei "Russ" i Cannavacciuoli, con la vecchia madre Balzano Virginia a "Rossa" seduta su un bassa sedia di paglia con il camice blu e il classico tuppo. Studiando poi a scuola la storia Romana la paragonai ad una matrona.

Il vecchio ingresso de'  "U vico d''a Croce

L'abitazione di Raffaele Raimondo, autore di "Itinerari Torresi" e del giudice torrese Gennaro Francione, nonché scrittore, commediografo, che ha a suo attivo numerosi testi pubblicati e rappresentati: www.antiarte.it



Il palazzo dove abitava Crescenzo Mazza