
Chiesa
S. Giuseoppe alle paludi
La Chiesa fu costruita intorno al 1670 col nome di
"Chiesa della Sacra famiglia. Nel 1680 fu acquistata dalla Famiglia
Brancaccio e la detennero per tre quarti di secolo.
La denominazione mutò con San Giuseppe alle Paludi perché il posto era
caratterizzato dalle paludi createsi col materiale fangoso alluvionale a
favore della coltivazione di ortaggi in quella fascia di terra
"mare seccato".
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Non ho riscontrato cenni sulle devastazioni vesuviane
in relazione a questa struttura religiosa. E' probabile che abbiano
causato danni lievi o che l'abbiano sempre lasciata illesa.
Solo nel 1945 divenne Parrocchia e perse il diritto padronale. Al
parroco Salvatore Sorrentino successe l'attuale don Vincenzo Padula.
Ironia della sorte. Il Padula delle padule, perché padula è
sinonimo di paludi.
All'interno una navata con decorazioni barocche si impone lo stemma
della famiglia Brancaccio, quadri di santi e teste marmoree di angeli.
E' presente una cappella con un quadro di S. Candida, legata alla
famiglia Brancaccio, secondo lo storico Balzano; quadri della
"Natività" e della "Visitazione".
Un'altra cappella decorata con quadri "fuga in Egitto" e
"Angelo che appare a S. Giuseppe.
Anche essendo una Chiesa specie una volta prospiciente il mare per
assenza di fabbricati, non vi sono a mia conoscenza, episodi di
marineria. Approfondiremo ulteriormente.
Colgo l'occasione per invitare i sacerdoti interessati ad
inviare precisazioni, notizie e ragguagli in redazione.
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